Il backup di Internet
Questo articolo di Robin Good si riallaccia in parte al tema trattato nel post precedente.
Si sostiene la necessità di creare una rete parallela ad Internet con architettura distribuita p2p (Peernet). Tale rete sarebbe una rete paritaria, senza hub, molto robusta, in grado di funzionare anche come sistema di riserva nel caso in cui Internet sia colpito da qualche catastrofe.
Viene anche avanzata l’ipotesi di un sistema di backup dinamico di Internet da realizzarsi attraverso un sistema distribuito che sfrutti gli spazi liberi degli hard disk degli utenti. Una sorta di memoria distribuita globale che utilizzi tecniche simili a quelle del calcolo distribuito (tipo progetto Boinc). Solo che in questo caso non verrebbero utilizzati i tempi morti delle CPU ma gli spazi liberi degli hard disk.
Tags: backup, boinc, p2p, peernet, robin good

Ieri sera ho visto su Discovery Channel una docu-fiction che ipotizzava l’abbattersi sulla Terra di una tempesta solare di gigantesche proporzioni. Questa tormenta elettromagnetica produrrebbe un blackout globale, bruciando la maggior parte dei trasformatori alta/media tensione delle linee elettriche. Anche i satelliti in orbita verrebbero messi fuori uso. Questa situazione durerebbe per mesi, se non per anni.
In un mondo senza più energia elettrica, tra la miriade di altri problemi, cesserebbe di esistere Internet.
Il flusso di informazioni si interromperebbe, i legami si spezzerebbero. Un fiume maestoso ridotto in pozzanghere isolate, senza la possibilità di ricollegarsi.
Mi chiedo cosa rimarrebbe delle filosofie, delle metodologie, delle abitudini nate o amplificate nella Rete quando la Rete non ci fosse più. Cosa si potrebbe (ri)portare nel mondo fisico, quali esperienze vissute nella realtà virtuale tornerebbero utili in un mondo non più connesso?
E se la civiltà tecnologica non ce la facesse a riprendersi? Si tramanderebbero storie e poi leggende di un’età in cui una scatola magica permetteva di trascendere lo spazio ed il tempo, unendo pensieri e idee in un reame tanto evanescente quanto affascinante.
Tags: blackout globale, catastrofi planetarie, discovery channel, internet, Rete, tempesta solare
Facebook chat

Non so se ve ne siete accorti ma Facebook ha aggiunto una chat ed un sistema di online presence.
Un ennesimo canale di comunicazione. Un ennesima fonte di distrazione.
Il nostro schermo che assomiglia sempre più all’incubo di un designer dell’interazione febbricitante e sotto l’effetto di sostanze allucinogene: luci rosse, arancioni, verdi, spente, accese, lampeggianti, pop-up che compaiono, scompaiono, si insinuano, suoni mono/bitonali che riecheggiano discretamente invadenti.
Si può anche progettare un’interfaccia funzionale e discreta ma la somma (infinita?) di interfacce ben progettate crea una scenografia ansiogena ed irritante.
Tags: chat, Facebook
sci(bzaar)net

Il 17 maggio, presso la Scuola Politecnica di Design di Milano, si svolgerà Sci(bzaar)net.
A metà strada tra un barcamp ed un Pecha Kucha Sci(bzaar)net, nelle parole del creatore ed organizzatore dell’incontro Gianandrea Giacoma:
riunisce alcuni soggetti di diversa competenza ed esperienza che popolano la rete, per riflettere concretamente sull’impatto di internet sulla divulgazione scientifica, sulla ricerca e il mondo accademico.
Gianandrea è stato così gentile da invitarmi a fare una presentazione. Il tema del mio intervento sarà l’utilizzo delle filosofie e degli strumenti del Web 2.0 all’interno dell’università.
Tags: gianandrea giacoma, scibzaarnet, scienza, web
Pronto, sono Meucci.
Oggi Google rende omaggio ad Antonio Meucci per il bicentenario della nascita. Cosa non da poco per un’azienda americana, visto che negli Stati Uniti, malgrado una risoluzione del Congresso del 2002, continuano a considerare Alexander Graham Bell (basta andare sulla pagina inglese di Wikipedia dedicata a Bell) come solo inventore del telefono. Naturalmente il logo celebrativo è visibile solo nella versione italiana di Google…
Tags: bell, google, meucci, telefono
Pulsazioni di musica e testo
Una danza tra testo e musica realizzata con Processing, un linguaggio ed un ambiente di sviluppo orientato all’interaction design. Basato su “Lovely Head” dei Goldfrapp. Da gustare full screen.
from www.vimeo.com posted with vodpod
[via information aesthetics]
update mi sono accorto di non aver citato l’autore del video, Robert Hodgin
Tags: goldfrapp, interaction design, processing
Io voto per Veltroni
Credo che sia giusto assumersi le proprie responsabilità di cittadini palesando la propria intenzione di voto.
Ho sempre avuto stima per Veltroni, di cui ammiro la capacità di visualizzare e gestire la complessità della realtà coniugando ideali, valori, etica con una sana dose di pragmatismo.
Trovo che il Partito Democratico sia l’unica novità reale, tra le tante, tantissime che sarebbe necessario introdurre in un Paese vecchio, sfinito ed abbruttito come il nostro che non avrebbe più alcuna speranza con altri anni di governo (?) Berlusconi.
Voto PD con convinzione, pur avendo anch’io delle perplessità, come per esempio l’inspiegabile presenza di persone, come la Binetti, estranee al comune sentire della maggioranza dei laici e cattolici democratici.
Tags: elezioni, partito democratico, veltroni
Formia offline
Oggi dovevo rapidamente trovare la farmacia di turno qui a Formia. Che faccio? Ovviamente faccio una ricerca via Web. Provo prima con Google, che mi fa vedere la mappa con tutte le farmacie della città. Bello, ma quale è aperta oggi? Cerco poi tra gli altri risultati per scovare l’informazione che mi serve. Niente. Vado sul sito del comune di Formia. Nulla. Procedo per altri tre o quattro minuti dopodiché prendo la macchina e me la vado a cercare.
Ho la netta sensazione che, in realtà, quell’informazione non sia proprio presente online o sia così nascosta che risulta del tutto inutilizzabile.
Ho notato che molte altre città hanno questo tipo di informazione — importante — immediatamente disponibile, quindi devo dedurre che sia Formia, come al solito, piuttosto emarginata sul piano digitale.
Tags: farmacia, formia, internet, web
Jagger/McCartney mash-up

Yoshi Sodeoka, C505
Tags: jagger, mash-up, mccartney, yoshi sodeoka
Trasmissioni culturali
Vi sono due tipi fondamentali di trasmissione [culturale]: la trasmissione verticale, il cui modello più semplice è quello da genitori a figli, e la trasmissione orizzontale, in cui il rapporto di parentela o di età ha un’importanza limitata o nulla. [...] La trasmissione culturale verticale ha la tendenza a dare risultati molto simili, anche se non identici, alla trasmissione genetica: quindi è conservativa, e l’evoluzione è lenta[...].La trasmissione orizzontale è molto simile alle epidemie di malattie infettive trasmesse per contagio diretto. Essa può anche essere rapidissima. [...] La trasmissione da uno ad uno, o da pochi a pochi, è la più comune ed è tipica delle malattie infettive, ma anche delle barzellette e dei pettegolezzi. [...] La trasmissione da uno a molti, chiamata anche “trasmissione da capi o insegnanti”, è anch’essa comune ed è quella in cui conta la posizione sociale del trasmettitore. [...] I media hanno grande potere per la loro funzione di trasmettere informazioni da uno a molti.
La trasmissione da uno a molti è quella che può generare cambiamenti di opinione, gusti, reazioni positive o negative più forti, rapide, violente [...]. Se il messaggio viene accettato, la trasmissione da uno a molti può essere la più rapida ed è spesso universale, totalitaria.[...] è utile considerare la trasmissione come la somma di due fasi distinte, comunicazione ed accettazione [...] Naturalmente non è necessario che comunicazione ed accettazione avvengano simultaneamente: le due fasi possono essere scaglionate nel tempo e spesso lo sono. Magari, prima che avvenga l’accettazione, occorre che la comunicazione sia ripetuta molte volte.
Anche la trasmissione orizzontale inversa, quella da molti ad uno, che si realizza quando i trasmettitori comunicano o appoggiano essenzialmente lo stesso messaggio, è molto importante, ma tende ad avere effetti opposti rispetto a quella da uno a molti. Si parla in questo caso di trasmissione concertata. Essa è, chiaramente, il meccanismo per cui siamo o siamo diventati conformisti, cioè il meccanismo che ci induce a comportarci come tutti gli altri.. [...] Questo modello è importante per esempio per capire il conformismo e anche la difficoltà di penetrazione di nuove idee in un gruppo omogeneo.
Luigi Luca Cavalli Sforza, L’Evoluzione della cultura, Codice Edizioni, 2008
Tags: media, trasmissione culturale, trasmissione genetica










