Stato di polizia. Ma simpatico.
29 agosto 2007
Mentre in Occidente ci si diverte e si interagisce con i Weblin, in Cina dal primo settembre si “divertiranno” con due piccoli agenti di polizia virtuali che appariranno sugli schermi dei navigatori quando questi si avventureranno su siti che hanno contenuti “illegali”. I simpatici poliziotti animati, un uomo ed una donna, passeggeranno su e giù per il video od useranno le loro piccole automobiline/motociclettine. Se l’utente avrà bisogno di “aiuto” potrà cliccare sui due web-poliziotti e verrà immediatamente reindirizzato al sito delle autorità. Singh…
[via Captology Notebook]
Oltre sourceforge.net
29 agosto 2007
ITerating è una guida striki-based* per software open source e commerciali. Allo stato attuale contiene quasi 18.000 software, recensiti e giudicati dagli utenti. I contenuti del sito sono sotto licenza Creative Commons ma testi e recensioni rimangono proprietà dei rispettivi autori. Per gestire la mole di informazioni e l’aggiornamento dei dati il software di ITerating utilizza una tecnologia semantica basata su RDF che automaticamente si collega a repositories ed altre fonti informative. Un’ottima interfaccia permette di filtrare e comparare più prodotti, creando una matrice di comparazione personalizzata. E’ possibile abbonarsi ad un feed RSS che tenga aggiornati su determinate categorie di prodotti.
* Uno striki è un wiki strutturato.
[via Tectonic]
Sociosemantic Web
28 agosto 2007
Tra gli studi e le ricerche che sono state presentate alla 16ma International World Wide Web Conference piuttosto interessante è questa, The Two Cultures. Mashing up Web 2.0 and the Semantic Web. Non uno studio rivoluzionario ma un’analisi chiara dello stato attuale del Semantic Web e dei passi che occorre fare nell’immediato futuro per superare la fase sperimentale e rendere le tecnologie semantiche semplici e popolari come i feed RSS.
La tesi sostenuta è che Web Semantico e Web 2.0 sono complementari: il primo fornisce l’architettura per lo scambio, la distribuzione e il riutilizzo dei dati, il secondo può indicare soluzioni per l’usabilità e offrire il suo approccio user & community-centred. Quest’ultimo punto è necessario, secondo gli autori, per superare il modello machine-centred del Sematic Web.
Nell’articolo viene presentato uno scenario, centrato sul mondo dei blog, plausibile e realizzabile entro un paio d’anni in cui l’interazione tra Web Semantico e 2.0 trova la sua realizzazione.
Le ipotesi alla base dello scenario sono tre:
- Il World Wide Web diventerà World Semantic Web: non ci saranno solo alcune isole o Intranet che utilizzeranno tecnologie sematiche. La maggior parte della Rete sarà semantica.
- Dovrà essere adottato un approccio al Semantic Web bottom-up e centrato sull’utente. Lo stesso Web è stato edificato dagli individui, non dalle grandi compagnie.
- Il passo decisivo si avrà nel momento in cui verranno utilizzate ontologie “espressive” e linguaggi “leggeri” per lo scambio di informazioni.
Da leggere.
Le malerbe
23 agosto 2007
LASTAMPA.it
Repubblica.it
Qualche giorno fa maestroalberto nel suo sito ha presentato questa divertente applicazione Flash, che costruisce una pianta digitale a partire dall’indirizzo di un sito web.
Ci si chiedeva secondo quale criterio le piante si sviluppassero.
Dopo qualche ricerca ho trovato notizie sul meccanismo di funzionamento dell’applicazione. Secondo la sua creatrice, Christine Sugrue, il programma parsa il documento html e basa la costruzione dell’albero su un certo tipo di tag ed attributi presenti nel documento HTML:links,testo, colori, immagini e, soprattutto, tabelle. La struttura ricorsiva del programma “si esalta” quando sono presenti tabelle.
Ora, visto che le tabelle sono un metodo obsoleto e deprecato dal W3C (si dovrebbero usare i tag <div>), il tool è un sistema per visualizzare l’aderenza allo standard di un sito: più la pianta è grande e ricca di elementi, più il sito è fuori standard!
Confrontate (figure in alto) la pianta di Repubblica.it con quella de LASTAMPA.it e poi verificate andando a visualizzare il codice sorgente della due homepage.
Utility computing
20 agosto 2007
In questo interessante articolo [via Slashdot] Greg Papadopoulos, responsabile IT alla Sun Microsystems ed ex docente all’MIT, chiama red shift (spostamento verso il rosso, termine preso in prestito dall’astronomia ) la crescita accelerata ed esponenziale di infrastrutture IT da parte di un ristretto gruppo di grandi compagnie. Tale crescita avviene con un tasso superiore rispetto a quello previsto dalla legge di Moore. Le compagnie interessate a questo fenomeno sono le grandi star della Rete – le “vecchie signore” come Google e Amazon e le giovani rampanti come YouTube o Gigavox Media – e le compagnie tradizionali che richiedono prestazioni computazionali elevate, come le case farmaceutiche o le società finanziarie.
Le start-up di successo come Twitter hanno utenti che raddoppiano ogni due o tre settimane e questo richiede un costante e rapido aumento delle capacità di storaggio dei dati.
Le compagnie più tradizionali manifestano un tasso di crescita dei sistemi di back-end che segue gli andamenti storici mentre la crescita dei costi legata ai sistemi di data storage cresce più velocemente dei costi di processamento. Questo andamento è legato all’aumento dei servizi a valore aggiunto forniti agli utenti, come la possibilità data ai possessori di carta di credito di visualizzare ed analizzare via Internet i dati relativi alle proprie spese.
La scelta che queste compagnie si trovano di fronte è se continuare ad allargare i propri data center, magari adottando costose architetture distribuite di grid computing o cercare di ridurre i costi utilizzando modelli di utility computing e servizi di storaggio remoto o out-house data center, in cui i propri dati vengono trasferiti in enormi data center esterni ad elevata tecnologia gestiti da aziende specializzate.
IBM and Hewlett-Packard (dal sito HP un articolo che analizza l’impatto del Web 2.0 sulle infrastrutture IT)già offrono questo tipo di servizi, Google ed Amazon, forti dell’esperienza accumulata nello storaggio dei dati, stanno costruendo dei massive data center per entrare in questo mercato sempre più promettente.
Forse la vecchia previsione che, alla fine, nel mondo ci saranno solo sette computer (e miliardi di terminali) potrebbe avverarsi.








