magritte-decalcomanie
René Magritte, Decalcomania, 1966

Nell’agosto scorso si è tenuta una tavola rotonda organizzata dall’Aspen Institute Communications and Society Program durante la quale 28 leader ed esperti di ICT, finanza e politiche pubbliche hanno riflettuto su identità, modelli di business, governance e sicurezza digitale nell’era del cloud computing.

Ne è seguito un denso e interessante resoconto, scaricabile gratuitamente, curato J.D.Lasica.

Per cloud computing si intende quell’insieme di risorse – applicazioni, piattaforme, storage e servizi – distribuite attraverso Internet grazie a una serie di infrastrutture collegate – data center, server virtuali, hosting distribuito, wireless network.

Come impatterà  questa migrazione dei dati nella “nuvola” nella nostra vita, nell’economia e in generale nella sfera pubblica?

Possono essere sintetizzati alcune considerazioni e trend emergenti:

  • Si è avuto un passaggio dall’era dell’anonimato e dell’immaginazione dell’Internet degli albori a quella attuale, dell’identità, dell’autenticità e della trasparenza
  • Si va verso una gestione completa e supportata da agenti automatici della propria identità sul Web; i dati che comporranno la nostra identità online avranno granularità molto fine, per permetterci di comporre le identità minime necessarie per ogni attività sul web (account, transizioni ecc.) e di non dover divulgare più dati di quelli necessari in un dato contesto. Questo sistema di gestione dell’identità sarà quindi user-centric, scalabile e customizzabile.
  • Ogni identità dovrà fluire in un open identity network in cui i dati saranno sicuri e protetti, perché identità, sicurezza e privacy sono valori interconnessi.
  • Nell’economia digitale i soldi non sono l’unica valuta; il valore assume le forme della reputazione, dell’attenzione, delle relazioni.
  • La “nuvola” trasformerà il business: più possibilità di personalizzazione e di specializzazione, ulteriore riduzione delle barriere all’entrata, la fine delle economie di scala, più facilità di accesso a mercati confinanti, maggiore trasparenza informativa, maggiore complessità organizzativa (gestibile non più attraverso gerarchie ma tramite strutture p2p reticolari), modifica del ciclo di vita dei prodotti, spostamento dal “marketing pull” al “customer pull“.
  • I prodotti diventano processi.

Molti altre questioni vengone affrontate durante la discussione e, nell’ultima parte, viene redatto un memo all’indirizzo del futuro presidente degli Stati Uniti (non era ancora stato eletto Obama) con una serie di suggerrimenti e raccomandazioni su come governare questa trasformazione.

Testate e contenuti

27 maggio 2009

Durante il momento più interessante dello scorso WordCamp – un po’ deludente per la verità – si è discusso della crisi del giornalismo in un face to face tra blogstar, Luca Conti e Gaspar Torriero e giornalisti, Marcello Foa e Anna Masera.

Anna, giornalista de “La Stampa” e responsabile del sito del quotidiano torinese oltre che esperta della Rete e dei suoi linguaggi, ha detto che molti giovani, giornalisti freelance e/o blogger, che emergono per la qualità dei loro contenuti, dovrebbero essere assunti dalle grandi testate.

E se invece fossero i loro contenuti a essere richiesti e acquistati dagli operatori professionali dell’informazione?

Come si dice…ah sì, stay tuned

Rendere le amministrazioni pubbliche più trasparenti significa, nell’era digitale, mettere in Rete, a disposizione dei cittadini, documenti, atti e dati. Ma non basta pubblicare dei file pdf; occorre rendere disponibili i dati in formati machine readable – come XML e CSV – in modo che possano essere processati e analizzati da chiunque attraverso il maggior numero possibile di piattaforme, software, tools.

Come ha scritto l’huffingtonpost, la trasparenza è la chiave per sconfiggere l’apatia.

E’ quello che, sotto la spinta di Obama, ha iniziato a fare il Governo degli Stati Uniti aprendo il sito data.gov.

Attraverso il sito è possibile avere i dati sia in forma grezza, pronti per essere elaborati, sia attraverso dei tool prestabiliti che ne forniscono una prima rielaborazione, presentandoli sotto forma di grafici, diagrammi e mappe. Inoltre agli utenti è data la possibilità di valutare e votare la qualità dei dati messi a disposizione.

Questo è proprio il genere di dati che sarebbe interessante sottoporre a W|A

AxV

Appena ho sentito parlare di Angeli per Viaggiatori mi sono detto: “Ah, questa sì che è una buona idea!”, una messa in pratica di quella socializzazione “di ritorno”, dalla Rete verso l’offline quotidiano e verso il territorio, di cui avevo accennato.

Nato da un idea di Stefano Consiglio, docente di Organizzazione Aziendale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II di Napoli e cresciuto nell’incubatrice di Kublai, Angeli per Viaggiatori ha appena aperto i cancelli del proprio empireo digitale.

Cosa siano esattamente questi angeli-ciceroni ci viene spiegato nel loro blog:

Quando si visita una città è bello essere guidati da persone del posto. Si ha la sensazione di visitare i luoghi “meno turistici” e “più veri”, di partecipare alla vita di tutti i giorni della città e di farne parte almeno per qualche giorno, da viaggiatori e non da turisti.

Angeli per viaggiatori è il servizio che consente alle persone che intendono visitare una città di trovare un amico disposto a fornire suggerimenti, indicazioni e consigli per migliorare il proprio viaggio e per accompagnarti alla scoperta delle bellezze del luogo.

Angeli per viaggiatori è una community dove gli angeli illustrano i luoghi che meritano di essere visitati, i ristoranti dove vale la pena mangiare, i musei da non perdere, le passeggiate che bisogna assolutamente fare, le fregature ed i posti da evitare. […]

Angeli per viaggiatori è una community in cui il viaggiatore potrà scegliere tra diversi angeli; ci saranno quelli appassionati di arte, quelli esperti di archeologia, quelli amanti del lusso e delle comodità, quelli in grado di dare suggerimenti a chi viaggia con bimbi al seguito, quelli appassionati di movida.

Ci si può iscrivere alla community sia in veste di Viaggiatore che di Angelo; quest’ultimo in grado di dare informazioni, consigli, dritte prima della partenza e perché no, disposto “ad offrirti un caffè al tuo arrivo in città o una cena o disposto a portarti con lui ad una festa tra amici”.

Un sistema di rating e uno di recommendation permette di valutare gli angeli e di scegliere quelli con interessi affini a quelli del viaggiatore.

Per ora il servizio parte da Napoli, ma la speranza è quella di estendersi rapidamente in altre città e luoghi turistici.

Che dire ancora? In bocca al lupo, Angeli!

W|A, CyC e gli scettici

16 maggio 2009

Mi meraviglia l’atteggiamento tra lo scettico e il sarcastico che alcuni esperti e appassionati conoscitori del mondo della Rete come Zambardino e Guido Vetere hanno manifestato verso il progetto Wolfram |Alpha.

Io lo trovo un esperimento di grande interesse, che potrà portare, in caso di successo, ad aggiungere un’altra colonna portante alla Rete, dopo Google e Wikipedia.

Se Google aiuta a ritrovare informazioni e Wikipedia a crearle attraverso l’intervento umano, W|A elabora in maniera algoritmica la conoscenza, almeno quella conoscenza che è già presente in Rete e nei database del progetto sotto forma di dati grezzi e interpretabili dai software (per esempio nei formati CSV, XML, RDF, FOAF ecc.).

Molti lo associano a CyC, “l’enciclopedia che diventa persona”, il progetto di IA che tenta di far emergere l’intelligenza inserendo in un enorme database milioni di regole e dati sul nostro mondo.

Ma W|A non è un progetto di intelligenza artificiale, è più vicino ad un sistema esperto “generalista” e distribuito, che elabora e (ri)assembla piccoli tasselli sparsi di conoscenza e li ripropone in una nuova forma – utilizzando anche tabelle, grafici, diagrammi – più facilmente interpretabile e utilizzabile in maniera più diretta dall’utente.

Così come le calcolatrici elettroniche ci hanno fatto risparmiare tempo, consentendoci di concentrarci sulle soluzioni dei problemi e non sui calcoli, W|A potrebbe, se manterrà le promesse, aiutarci a elaborare i dati grezzi presenti in Rete, trasformandoli in elementi interpretanti della realtà nei suoi vari domini.

In questo stadio iniziale è ovvio che il progetto dia il suo meglio nel dominio delle scienze dure o comunque in quei domini in cui esistono dati che possono esser forniti in pasto agli algoritmi; ma pensate già cosa si potrebbe fare, per esempio, in tema di trasparenza dell’amministrazione pubblica (grazie a David Osimo per l’ispirazione) se si potessero elaborare con W|A i dati ufficiali (ammesso che fossero disponibili in formati open e non in pdf e doc…).

Spesso ci entusiasmiamo per qualche gadget di Rete che dura lo spazio di qualche cinguettio e sottostimiamo progetti che provano, e sottolineo provano, a portarci qualche passo più in là.

update: in un commento sottolineavo come il famoso (famigerato?) libro di Wolfram, “A New Kind of Science” non fosse stato tradotto in italiano; è però disponibile gratuitamente online l’originale inglese. Avendo un ebook reader…

update II: si continua a non capire (o a non voler capire) cosa sia W|A e cosa potrà essere. Mah…

Wolfram|Alpha esiste

16 maggio 2009

wolf

Wolfram|Alpha è operativo. Ed è impressionante.

A dispetto dell’opinione prevalente, un social network online, soprattutto se centrato sul territorio, permette di aumentare il grado di socializzazione offline.

E anche l’interazione con il territorio stesso.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.