Per una volta segnalo anch’io alcuni eventi che si svolgeranno nei primi giorni di ottobre ed ai quali – incredibilmente – parteciperò: beh, almeno due su tre…

Il comun denominatore che lega questi incontri è la figura dell’utente attivo della Rete, colui che attraverso i suoi contenuti contribuisce a ridefinire il concetto di democrazia partecipativa ed a costruire una società – non solo digitale si spera – che conversa, e non urla, con se stessa.

  • A Roma, il 3 ottobre alle ore 11.00 presso il Nuovo Cinema Aquila ci sarà la presentazione di AgoraVox, versione italiana del sito francese di giornalismo partecipativo. La conferenza vedrà tre momenti: dopo la presentazione di AgoraVox Italia da parte di Carlo Revelli, il fondatore di AgoraVox, e Francesco Piccinini verranno illustrati, dal giornalista napoletano Arnaldo Capezzuto, i risultati dell’inchiesta partecipativa su camorra e rifiuti. Infine vi sarà un’edizione live di una puntata di La Gazzetta di Mafiopoli, una trasmissione radio sullo stile di Radio Aut del mitico Peppino Impastato. Durante l’incontro sono previsti gli interventi di altri giornalisti e scrittori che pagano ogni giorno la loro determinazione ed il loro impegno civile contro le organizzazioni criminali che infestano molti territori del nostro Paese.
  • Le Facoltà di Scienze della Formazione e di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano Bicocca organizzano il convegno “Forme e paradossi della democrazia digitale: protesi cognitive, social networking, blogosfera e wikiscenza”.
  • La sessione “evento”, prevista per la giornata di venerdì 10 ottobre (all’Università degli Studi Milano Bicocca), è dedicata ad approfondire le tematiche del rapporto tra democrazia, forme di partecipazione sociale, relazione e  formazione abilitate dalle nuove tecnologie della comunicazione. L’orizzontalità della comunicazione in rete è davvero un strumento di democrazia? In che senso è possibile trasformare le protesi comunicative del web – blog, social network, wiki – in un “luogo” di reale partecipazione alle decisioni? A queste ed altre domande sono chiamati a rispondere i relatori presenti alla tavola rotonda.

    Nel parterre de roi tra gli altri Derrick de Kerckhove, Massimo Mantellini, Antonio Sofi, Robin Good, Gianluca Nicoletti. Tra gli organizzatori Stefano Mizzella che tra le altre cose cura il blog ufficiale dell’evento. Un vero peccato – per me – non poterci essere.

  • Girl Geek Dinner (venerdì 10 Ottobre, ore 19) . Una serata all’insegna della tecnologia dove donne interessate ed accomunate dalla stessa passione si incontrano durante una cena per condividere, scambiare idee ed opinioni su Internet e i Nuovi Media.
  • Academic BarCamp (sabato 11 Ottobre, ore 10). Studiosi di Internet e blogger auto-organizzano una conferenza internazionale non-convenzionale per condividere con i colleghi e non solo i risultati delle loro ultime ricerche (con notevole faccia tosta mi sono intrufolato con una presentazione sul nostro divertissement intellettuale, il Corso di Laurea in Scienze del Web)
  • Blogger Olympic Games (sabato 11 e domenica 12 Ottobre). I “migliori blogger dei cinque continenti”, divisi in squadre, avranno la possibilità di confrontarsi in una serie di gare di abilità e destrezza appositamente pensate per loro.
  • Photo Contest “Living in a Wireless Campus” (domenica 12 Ottobre). Premiazione delle tre fotografie che meglio rappresentano la vita quotidiana dello studente nella città campus di Urbino.

Questo post chiama a raccolta Bonaria, Annarita, Giovanni, Fabio, Gian e gli amici di Sci(Bzaar)net, Luca, Alberto, Stefano, Matteo, Walter, Massimo, Roldano e tutti gli altri lettori di questo blog.

Il mio amico Stefano insegna alla facoltà di Ingegneria di RomaTre. Istigato dal sottoscritto, sta pensando di proporre ai colleghi l’apertura di un blog dipartimentale.

L’idea che gli ho suggerito è quella di creare un canale informativo attraverso cui docenti, dottorandi, tesisti e studenti possano parlare delle loro attività, dei progetti di ricerca e delle tesi ma anche delle loro esperienze quotidiane all’interno dell’università.

La visione è quella di avere tanti blog dipartimentali – mi sembra la “granularità” giusta per un blog universitario – che possano funzionare da vetrina verso l’esterno e verso il mondo del lavoro.

Sarebbe bello che ogni azienda, ogni ufficio di selezione del personale o di R&S, ogni “cacciatore di talenti” avesse nel proprio aggregatore di feed RSS una sezione dedicata ai dipartimenti universitari, in modo da monitorare e tenersi aggiornato su tesi e tesisti, tanto per fare un esempio.

Stefano è una “matricola” del web 2.0. Mi piacerebbe che i lettori di questo blog gli dessero consigli e suggerimenti su come progettare, organizzare e mantenere un blog interessante, utile e “vivo”, considerando anche il contesto in cui il blog si inserirà.

L’altra Sylvie

24 Novembre 2007

Le regard enchanté de Sylvie, ses courses folles, ses cris joyeux, donnaient autrefois tant de charme aux lieux que je viens de parcourir!
Gérard de Nerval, Sylvie

Sylvie Coyaud è la voce, ironica, competente e transmediale, che ci parla di scienza e di ricerca scientifica da oltre vent’anni. Un compito arduo, in un paese come il nostro. Ma Sylvie lo assolve egregiamente, raccontandoci con leggerezza e passione storie e storiacce del mondo della scienza, volando come la sua amata Drosophila tra buchi neri e molecole, tra particelle e fossili, tra organismi monocellulari ed analizzatori multispettrali. Senza mai dimenticare che la scienza è fatta da donne e uomini che attraverso le loro ricerche scoprono e rivelano anche una parte di se stessi, nel bene e nel male.

Sylvie oltre che giornalista — ha curato, tra l’altro Il Ciclotrone su Radio Popolare e le Oche di Lorenz su Radio3 ed ha collaborato con numerose testate, da L’Unità al Sole 24Ore fino all’attuale rubrica su D-la Repubblica delle Donne, inserto de la Repubblica — è anche traduttrice e scrittrice. Il suo ultimo libro è Lucciole e Stelle (La Chiocciola editore), cinquanta racconti su ricerche serie e meno serie.

Da assiduo lettore del suo blog, Oca Sapiens, online da poco più di un anno, ho chiesto a Sylvie un bilancio della sua attività come blogger ed una riflessione sulle differenze e sull’efficacia comunicativa dei blog (e del Web in generale) rispetto agli altri media (carta stampata, libri, radio, tv), in particolare per quel che riguarda la comunicazione e la divulgazione scientifica.

E’ stata così gentile da rispondermi, quindi le “lascio la parola”

Ho cominciato a parlare di scienza a Radio Popolare, venti anni fa, a microfono aperto nel senso che le telefonate arrivavano direttamente a chi era in studio, senza filtro. A lungo, gli ascoltatori chiamavano se non avevo un ospite in onda o dopo la puntata, mai per discutere con gli scienziati. Quando Richard Lewontin ha detto che sarebbe venuto, ho fatto una specie di ricatto il giorno prima: “E il mio mito, se non
chiamate penserà che non lo ascolta nessuno, mi sentirò un verme”. Da lì è partita una conversazione che è andata avanti fino al 2001. Avevamo un’ora, un lusso mai ritrovato in altre radio o nelle rare volte che sono stata in tv. Men che meno nei 18 anni a scrivere per i giornali, la comunicazione più top-down che ci sia.

Sul blog sono libera, anche da formati, una voce in più nel coro che dice la sua dal basso in alto. Forse lo leggono in pochi, non importa, so da un pezzo che “la scienza non tira”. Comunque è un posto privilegiato dove esercitare un po’ lo spirito critico e tenere il diario delle letture che magari aiutano a distinguere la ricerca decente da quella indecente.

La cosa che manca, mi sembra, nel comunicare la scienza, un’attività su scala mondiale e industriale che ccresce in ogni direzione, è proprio lo spirito critico. Un blog individuale fa poco o niente, e spero che si formi qui una comunità come i scienceblogs, così smetto di farne uno. Però parlando con quelli di Seed che hanno federato quella settantina di blogs, ho capito che valorizzano quelli più polemici e urlanti. Invece gli stessi bloggers preferiscono quelli calmi, (auto)ironici e riflessivi, lo si vede a ogni voto per il “Molly”, e anche a me suscitano più curiosità, più fiducia. Ci vedo la solita divisione tra fast-food e buona cucina, o merce e cultura se vuoi. I mass media devono strepitare e smuovere le emozioni del cliente e vale tuttora il vecchio detto americano: “nessun editore è mai fallito per aver sottovalutato l’intelligenza dei lettori”. Ma oltre alle emozioni, per farsi capire il lavoro intellettuale, non solo scientifico, ha bisogno calma, (auto)ironia e riflessione.

Come sei diventato blogger

20 Novembre 2007

Accolgo l’invito di ricir e rispondo a questa sorta di “mini-questionario di Proust” per blogger che sta girando in questa zona della blogosfera.

Cosa ti ha spinto a creare un blog?

Se bisogna essere sinceri…un misto di solitudine e frustrazione

Il tuo primo post?
Piccoli quanti di spaziotempo

Mi sono ritrovato in questo loop, un percorso obbligato di tempo.

Come con un Lego cosmico vorrei avere la possibilità di riassemblare mattoncini di
realtà.

Costruire onde che accarezzino il nostro essere senza collassare in
un unico presente.

Il post di cui ti vergogni di più

Nessuno. Come ricir, su qualche post avrei dovuto meditare di più.

Il post di cui sei più fiero

Questo, perché mi rappresenta, sia pure in versi liberi e non memorabili.

Però per non sembrare più depresso di quello che sono segnalo anche Vorrei bere uno stabilimento siderurgico, che mi fa ridere ancora adesso e che ha il miglior titolo in assoluto.

Se hanno voglia di raccoglierla, lancio la palla a Bonaria, Matteo, hrönir, Roldano, Giovanni. Annarita ha già dato…

Il sindacato dei blogger?

13 Novembre 2007