Malastrada maestra
14 maggio 2008
Il cammino intrapreso dalla casa di produzione cinematografica malastrada.film non è né semplice né banale ma sicuramente coraggioso e stimolante:
Malastrada.film è una casa di produzione/diffusione di cinema di ricerca che ha scelto di fare delle produzioni dal basso, il metodo principale per la creazione di opere cinematografiche. Alla base di questa scelta c’è la volontà di voler sperimentare un sistema nuovo di produzione che permette di relazionarsi con i coproduttori nell’ottica di uno scambio intellettuale e umano reciproco. Per noi produrre dal basso significa bypassare l’industria televisiva quanto quella cinematografica, restare fuori dal controllo politico ed estetico delle multinazionali, delle loro immagini e delle loro storie.
[...]
C’è alla base del nostro lavoro la volontà e la pretesa di voler parlare e fare cinema lavorando alla costituzione di una rete che possa dibattere costantemente sulle opere e sugli autori. Consideriamo il cinema come uno strumento capace di incidere nei processi umani e nelle dinamiche culturali della società contemporanea. [...] Allontanarsi dalle cose date, dal visto e dal provato. [...] Di natura materiale, ma di altrettanta validità politica, vogliamo dimostrare che il sistema delle produzioni dal basso può funzionare anche al di fuori del concetto della produzione di tipo etico/sociale (a cui è vincolato il documentario in Italia), vogliamo credere che la produzione artistica di un film, non debba necessariamente coinvolgere una comunità di coproduttori “sensibili al tema” ma piuttosto un insieme di persone che credono e vogliono un tipo di visioni diverse, che riescano a riconoscere ancora nel cinema un veicolo fondamentale di luce, narrazioni, vissuti; dove l’autore possa essere semplicemente portatore/esploratore di sensazione ed immagini.
Dopo il fortunato ed incisivo “13 Variazioni su un tema barocco, Ballata ai petrolieri in Val di Noto” realizzato grazie al sostegno di 641 coproduttori, malastrada.film è impegnata nelle “proiezioni distribuite” di “Même Pére Même Mére” , altra opera prodotta collettivamente incentrata su di un viaggio di scoperta nel Burkina Faso. Ancora con le loro parole:
Il nostro ultimo film, Même Pére Même Mére , sta marciando a un ritmo di cui siamo orgogliosi, nel suo “piccolo” sta aprendo strade e discussioni su cinema e linguaggio (artistico quanto economico) in tutta l’Italia. Da più d’un mese giriamo per festival, librerie, cine-circoli, università (ieri duecento persone a Catania!), e per diversi centri/nodi di diffusione, contiamo già un ventina di proiezioni sparse sul territorio nazionale e non solo. Arrivare a ciò vuol dire soprattutto far si che esista una linea che relazioni diversi spazi fisici, che noi riconosciamo come luoghi di cinema, di volta in volta riutilizzabili, legati tra loro da un filo, fatto da discorsi contigui, pur nelle differenti visioni. Questa esperienza è già in movimento e la cosa che più ci colpisce è che funziona alla grande!
Le proiezioni dei prossimi giorni si terranno tra Napoli e Roma. All’interno del nostro sito, nella sezione news, potete trovare tutti gli appuntamenti e i dettagli.
Sempre da malastrada.film vengo a conoscenza del progetto kino TV, un portale dedicato al cinema che:
intende promuovere soggetti estranei ai circuiti commerciali, dare accesso alla conoscenza di opere che non trovano spazio nella distribuzione standardizzata e creare una rete di associazioni, individui, università ed altre istituzioni che possano dar vita a un nuovo modello di condivisione del sapere. Archivio video ma anche flusso in diretta streaming sul web, Kino TV permette a ogni membro di programmare una trasmissione in diretta ed inserirla nel palinsesto…
Ancora tante scuse
9 dicembre 2007
Grazie a Mr. Toradol e a Mrs. Voltaren riesco a digitare senza assumere pose imbarazzanti.
Rinnovo le mie scuse al piùBlogCamp. Non è mia abitudine mancare agli appuntamenti. Mi sarebbe piaciuto molto conoscere altri blogger e fare una chiaccherata sul cinema 2.0.
Qui sotto la presentazione che avrei dovuto portare.
PiùFederico
6 dicembre 2007
Domenica 9 dicembre sarò al PiùBLOG Camp di Roma. Farò una presentazione sul cinema 2.0, integrando l’articolo che ho scritto per Cinema Invisibile con il materiale presente sul sito filmóidi nella Rete. E’ il mio primo Bar Camp…
Cultura convergente: appunti per una recensione 2/3
24 ottobre 2007
Il secondo capitolo è incentrato su due modificazioni, due evoluzioni contemporanee (stile preda-predatore…):
- · l’ utente/consumatore attivo, il prosumer, che entra nelle dinamiche di prodotti audiovisivi (e loro derivati) come serie televisive, reality, saghe cinematografiche, gare di talenti creando comunità attente, partecipi ma anche severe e volubili.
- · i brand si trasformano in lovemarks, entità commerciali che basano la loro strategia sulla continua interazione tra cliente e marchio attraverso molteplici punti di contatto, cross-piattaforma e cross-mediali. L’attenzione è rivolta verso i prosumers, il paretiano 20% di consumatori attivi che inseguono il prodotto attraverso tutte le sue incarnazioni multimediali: il prosumer viene coccolato, adulato, affascinato, sedotto anche per la sua capacità di traino – attraverso il passaparola, il gossip, le chiacchere davanti alla macchinetta del caffè “virtuale” e non — verso il restante 80% di consumatori. Strategia delicata, quella della seduzione: se dopo la seduzione il prosumer si sente abbandonato, tradito o trascurato scatta la “sindrome del fidanzato deluso”.








