I monasteri senza mura tra i sentieri della Rete
4 Luglio 2009
In Italia vi sono piccole e residuali enclave di società civile, attenta, colta, preoccupata per il futuro che si collegano tra di loro tramite i sentieri della Rete; come i monasteri e le abbazie dell’alto Medioevo custodiscono – non gelosamente - le virtù e i saperi ora osteggiati e derisi, sperimentano e innovano nella piccola scala loro consentita, cercano di far opera di proselitismo culturale e tecnologico, mantengono le relazioni con il resto del mondo, gettano le basi sulle quali ripartire e ricostruire una società italiana più aperta, più innovativa, più avanzata socialmente e culturalmente.
Perché finirà, una mattina di queste, quest’era sciatta e immobile come l’aria stantia.
Questi monasteri senza mura di inizio XXI secolo custodiscono, a differenza di quelli originali, non il passato, ma il nostro futuro.
Rendere le amministrazioni pubbliche più trasparenti significa, nell’era digitale, mettere in Rete, a disposizione dei cittadini, documenti, atti e dati. Ma non basta pubblicare dei file pdf; occorre rendere disponibili i dati in formati machine readable – come XML e CSV – in modo che possano essere processati e analizzati da chiunque attraverso il maggior numero possibile di piattaforme, software, tools.
Come ha scritto l’huffingtonpost, la trasparenza è la chiave per sconfiggere l’apatia.
E’ quello che, sotto la spinta di Obama, ha iniziato a fare il Governo degli Stati Uniti aprendo il sito data.gov.
Attraverso il sito è possibile avere i dati sia in forma grezza, pronti per essere elaborati, sia attraverso dei tool prestabiliti che ne forniscono una prima rielaborazione, presentandoli sotto forma di grafici, diagrammi e mappe. Inoltre agli utenti è data la possibilità di valutare e votare la qualità dei dati messi a disposizione.
Questo è proprio il genere di dati che sarebbe interessante sottoporre a W|A…
Tecnologie per la conoscenza
29 Febbraio 2008
E’ sempre un piacere scoprire in Rete piccoli bijoux in grado di arricchire il nostro bagaglio di conoscenze. E a proposito di conoscenze suggerisco la lettura di questo agile ebook dal titolo “Knowledge Technologies”. Scritto da N.R. Milton, esperto di tecniche di gestione della conoscenza e di AI, pubblicato da Polimetrica il testo affronta, utilizzando la formula “domanda/risposta”, il tema delle tecnologie della conoscenza, cioè di tutte quelle tecniche e quegli strumenti computer-based in grado di fornire un sempre più ricco ed efficace utilizzo dell’Information Technology.
Queste tecnologie hanno un ampio utilizzo ma possono essere citati alcuni campi di applicazione principali come:
- Identificare quale conoscenza sia importante per un’organizzazione.
- Decidere quale conoscenza debba essere acquisita per trovare una soluzione appropriata per un problema reale.
- Raccogliere ed integrare conoscenze in modo da consentire un loro facile accesso, una loro semplice navigazione, comprensione, mantenimento e riutilizzo.
- Inserire la conoscenza in un sistema computerizzato in modo da fornire significativi e duraturi benefici ad un’organizzazione.
Incentrato sull’uso di queste tecnologie all’interno di organizzazioni, aziende e mondo scientifico il testo si concentra su:
- Sistemi esperti (o Knowledge Based Systems)
- Knowledge Based Engineering (Sistemi esperti + CAD)
- Knowledge Webs (sorta di wiki certificati e creati con un’approccio top down)
- Ontologie
- Semantic Web
Ogni paragrafo è aperto da una serie di utili keywords; esempi e brevi case studies aiutano a comprendere meglio nozioni ed applicazioni a casi concreti delle tecnologie e degli strumenti citati. Viene infatti dato risalto all’aspetto pratico più che a quello strettamente teorico e quindi molte pagine vengono dedicate a spiegare sinteticamente aree e metodologie di utilizzo, obiettivi raggiungibili ed anche possibili controindicazioni nell’adozione dei vari sistemi.
Una piccola ma aggiornata bibliografia conclude ogni capitolo.
Il libro è gratuito, rilasciato sotto licenza Creative Commons ed è “aperto”: i lettori sono invitati a inviare domande e suggerimenti all’editore per contribuire alle nuove edizioni del libro stesso.










