La prima volta nella seconda vita
1 luglio 2008
Dr. Strange
Non più negata, una seconda vita. Grazie ad una porta di accesso più leggera da aprire – un client meno esigente in termini di risorse, se volete – sono entrato finalmente in Second Life.
Mi guardo intorno. Un’isola. Accennata. Deserta. Tranquilla. Credo sia un’isola maestra. Uno sciabordio di onde ovattato è il solo rumore. Muovo i primi passi. Avanti, dietro, sinistra, destra. Lo sapevo che l’esperienza di Doom mi sarebbe servita, un giorno o l’altro. Sogno ancora i luoghi di Phobos e Deimos, tra l’altro. I luoghi, non i mostri.
Mi sento incompleto. Non definito. Come il mio avatar. Devo caratterizzarmi. Devo rivestirmi di me stesso. Non voglio essere un altro. Voglio assomigliarmi senza clonarmi. Voglio che Egon Compton sia un’idea di Federico. Egon, come Schiele. Compton, come l’effetto. Arte. Scienza.
Pelle, capelli, occhi, naso, bocca. La fatica di costruirsi. Giacca, pantaloni, scarpe, maglietta. …and you look so fine in your virtual dress…
E’ un’ora che sono qui. Neanche Carrie al culmine della sua fashionmania. Ho mal di testa.
Mi finirò la prossima volta. Per ora mi accontento di questi quattro straccetti.
Ora ricordo. Il mio mansueto doppelgänger spicca il volo . Un volo astrale, direi. Mi ricorda il dottor Strange.
Mi depongo. Un’ultima passeggiata nell’isola. Tante domande. Una domanda.
Dove vado adesso?
Una vita negata. La seconda.
30 ottobre 2007
Per seguire lezioni e seminari dell’ unAcademy (Accademia non Convenzionale della Cultura Digitale) avevo deciso finalmente di entrare in Second Life. Scopro però che non ne ho i requisiti (tecnici). Malgrado il mio laptop sia nuovo (Dell Inspiron 1720, Intel(R) Core(TM) 2 Duo CPU, 1.80 GHz, 1 GB Ram, 32 bit) la mia scheda grafica (Mobile Intel(R) 965 Express Chipset Family) non è supportata dal software di SL. Le uniche schede grafiche supportate con certezza da SL sono le ATI Radeon (modello 8500 o superiore) e le nVidia Geforce (Geforce 2 o superiore).
Uhmmm, quindi sono vittima di una specie di digital divide d’élite…Egon Compton ha avuto proprio una vita breve…









