Ottimo l’articolo/post di Stefano Mizzella sul life sharing.

Aggiungo un paio di considerazioni.

Il “collasso dei contesti”, dovuto alla frammentazione e alla destrutturazione dei propri contenuti online, e il “pubblico invisibile”, la moltiplicazione e la diversificazione dei possibili lettori/utilizzatori degli stessi, producono effetti che andrebbero interpretati con strumenti tipici della semiotica interpretativadi Eco.

Il testo è un prodotto la cui sorte interpretativa deve far parte del proprio meccanismo generativo. [...] chi produce il testo (emittente) dovrà effettuare una serie di supposizioni riguardo le modalità e le conoscenze dei possibili lettori.

Questa assunzione nel mondo degli UGC è spesso disattesa sia perché le supposizioni non vengono fatte, sia perché il pubblico dei propri lettori può risultare estremamente eterogeneo, sia infine perché la decontestualizzazione rende assai difficile la sorte interpretativa di un contenuto online.

I contenuti del web sono necessariamente “testi aperti”, spesso a dispetto delle intenzioni dell’autore.

Il logo degli ecopets (dal report del MIT, Brescia: Promoting Learning, Sustainability,
and Civic Engagement through New Media
)

Come integrare i nuovi media e le tecnologie di comunicazione mobili all’interno del tessuto sociale di una città? In che modo aumentare il flusso informativo all’interno delle comunità urbane? Come promuovere lo sviluppo sostenibile, la collaborazione civica ed i comportamenti responsabili tra le nuove generazioni di nativi digitali?

Un esperimento di ri-progettazione del presente, inusuale ed affascinante, è stato tentato grazie alla collaborazione tra Mobile Experience Lab (diretto dall’italiano Federico Casalegno), sezione del Design Lab del MIT ed il Centro Innovazione e Tecnologie della Provincia di Brescia.

Un workshop esteso, della durata di due semestri, ha prodotto idee, scenari, concetti che costituiranno dei punti di partenza per successivi progetti.

Quattro sono le idee base che definiscono la re-interpretazione della realtà urbana di Brescia, vista come:

  • un ecologia di informazioni generate dagli utenti
  • un sistema di sotto-culture che interagiscono, competono, apprendono
  • un sistema di spazi statici e dinamici che agevolano la creazione di scambi sociali ed economici
  • un sistema nel quale le comunicazioni tra gli individui e la collettività è sono favorite da oggetti e scelte “di tendenza”

Da queste linee sono scaturiti due sotto progetti:

  • Brescia 2.0, ovvero un’infrastruttura di servizi virtuali localizzati negli autobus e nelle fermate che possa funzionare come piattaforma aperta per la generazione e condivisione dei contenuti
  • Ecopets, un sistema di accessori personali interattivi (tipo open spimes, aggiungo io)  ed alla moda per il monitoraggio dell’inquinamento, per il social networking e per l’utilizzo del trasporto pubblico; questi oggetti dovrebbero trasformare i comportamenti eco-sostenibili in status symbol.

E’ evidente qual’è la strategia del gruppo di lavoro: esportare nel mondo fisico strumenti e stimoli dell’ecosistema digitale frequentato dai giovani, sfruttando anche i meccanismi “attraenti” di mode e tendenze.

Ne è un ulteriore esempio il progetto-pilota Ride.Link, che verrà sperimentato a partire da settembre 2008.

L’obbiettivo è quello di implementare un sistema di ridesharing che aiuti i giovani nel consumo responsabile di alcool, unendo due significati di social network, quello più utilizzato oggi di comunità online con quello più tradizionale di rete sociale di mutua assistenza.

Il cuore del sistema è un braccialetto che permette di calcolare il tasso alcolico, per esempio all’uscita di una discoteca: se non si è in grado di guidare, il braccialetto invia un segnale ad una centrale che automaticamente provvede ad inviare un messaggio (sms, email, IM) ad un componente disponibile della propria rete sociale, un amico, un fratello, un genitore che provvederà a recuperarci.

Per avere più dettagli sul “progetto Brescia” un report breve od uno esteso (in pdf).

Altri progetti del Mobile Experience Lab che coinvolgono città italiane sono:

Firenze

Trento

E’ in corso inoltre una partnership con la Rai, future media for everyone.

Un peccato non veder maggiormente pubblicizzati, su old e new media, questi progetti innovativi che interessano città italiane: sarebbero notizie in grado di sollevare (un po’) il morale.

Facendo qualche ricerca ho trovato questo add-on di Firefox che si muove nella direzione giusta rispetto a quanto si diceva in un post precedente sulla necessità di individuare un’applicazione che permetta il salvataggio automatico, magari in un file XML, di tutti i commenti che lasciamo in giro per il Web.

Save TextArea permette di salvare in un file (sorta di memoria temporanea) il contenuto di una textarea, cioè quel riquadro in cui vengono scritti i commenti ai post. L’obbiettivo è quello di non perdere quanto scritto se, per esempio, viene accidentalmente chiusa la tab in cui stiamo scrivendo il commento.

Una volta installata l’estensione ogni volta che ci troviamo in una textarea premendo il tasto destro compare, nel menu contestuale, una voce ‘Text’; se è la prima volta che si effettua il salvataggio per quella particolare textarea occorrerà decidere il nome del file con il comando ‘Save as’. Le volte successive basterà effettuare il ‘Save’. E’ anche possibile selezionare la modalità ‘Autosave’ che salverà automaticamente il contenuto con un intervallo prestabilito di tempo (di default 300 secondi, può essere cambiato cambiando un parametro nel file di impostazioni dell’estensione). Ovviamente tramite il comando ‘Load from file’ verrà ricaricato nella textarea il contenuto memorizzato nel file d’appoggio.

Il problema, rispetto al nostro obbiettivo finale, è che ogni commento ha un suo file ed inoltre non vi è una funzionalità che memorizzi automaticamente il commento stesso all’atto dell’invio di questo verso il server remoto.

Però si tratta di un primo passo verso l’implementazione di un’estensione che consenta di creare un archivio dei commenti in formato XML.

Ieri ho perso un commento. E’ stata una cosa triste. Avevo trascorso minuti della mia vita a comporlo, parola per parola, cancellando e riscrivendo intere frasi, cesellandolo con amore e dedizione. L’avevo letto e riletto attentamente, l’avevo inviato tutto soddisfatto come alto contributo di una discussione. Ma ora non c’è più. Cancellato insieme al post che lo aveva ispirato. Triste fine. Svanito come pioggia tra le lacrime…

A parte la mia tristezza per l’immensa perdita il discorso è sempre quello: come riuscire ad avere memoria dei contenuti che spargiamo nella Rete? Come raccogliere in maniera semplice ed efficace, in un unico contenitore off/online tutto ciò che produciamo, sia esso un commento banale o una perla di saggezza? Per i commenti ai post o gli interventi nei forum non dovrebbe essere difficile implementare una soluzione — un’estensione per Firefox? — che, in maniera del tutto trasparente rispetto all’utente, salvi ogni testo inviato memorizzandolo (in locale o in remoto) in un file XML, per esempio. Oh no?

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