Web Science ed altre futili notizie dal Regno Unito…
6 gennaio 2009
Comunque all’ Universita di Southampton, più precisamente nella Facoltà di Elettronica ed Informatica, è stata aperta una Scuola di Specializzazione in Scienze del Web (Centre for Doctoral Training in Web Science); d’accordo, non vale, visto che l’università è in prima linea nella diffusione di questa disciplina tramite Wendi Hall, che della Scuola sarà direttrice ma la notizia è comunque interessante. Ottanta studenti potranno partecipare a progetti di ricerca interdisciplinari, che comprendono Scienze della Salute, Giurisprudenza, Matematica, Economia, Psicologia, Sociologia e materie umanistiche.
Dice Wendi Hall:
The incredible support we obtained from industry when preparing the bid is evidence of the need industry has for people with the sort of interdisciplinary skills that we will be training our students to develop.
La cosa interessante è che la Scuola verrà finanziata con parte dei 250 milioni di sterline stanziate dal governo in un progetto dedicato allo sviluppo delle scienze e della tecnologia nel Regno Unito; con tale progetto nasceranno oltre quaranta scuole di specializzazione che si dedicheranno a ricerche interdisciplinari su tematiche chiave per il XXI secolo quali ambiente, energia, invecchiamento della popolazione, crimini informatici.
Per Dave Delpy, capo progetto:
people are the heart of our future strategy. We want to drive a modern economy and meet the challenges of tomorrow by investing in talented people and inspiring the next generation of scientists and engineers. [...] EPSRC Centres for Doctoral Training expand our existing training portfolio, focus on priority themes for the UK, emerging and multidisciplinary research, and greater collaboration with business.
Umanità connessa – Una Fondazione per il Web
16 settembre 2008
Umanità connessa è lo slogan della World Wide Web Foundation fondata da Tim Berners-Lee grazie alla donazione iniziale di cinque milioni di dollari della Knight Foundation.
L’obbiettivo della Fondazione è riunire imprenditori, politici, tecnici, scienziati, esperti per promuovere il Web come sistema libero ed aperto, svilupparne le potenzialità, aumentarne la robustezza ed estenderne i benefici a tutti gli abitanti del pianeta.
La Fondazione cercherà ed appoggerà progetti in giro per il mondo nell’ambito di tre programmi integrati:
- Scienza del Web e ricerca, per comprendere meglio strutture e dinamiche della Rete nonchè il suo impatto sullo sviluppo delle società, per rendere il Web sempre più sicuro ed affidabile, per allevare una generazione di scienziati del Web
- Tecnologie e pratiche, per promuovere lo sviluppo di standard, tecnologie e applicazioni interoperabili ed integrate che agevolino la creatività, la collaborazione la comunicazione ed il commercio
- Web per la Società, per combattere il digital divide
Tra le strategie individuate per sviluppare il primo punto vi è quella di incoraggiare la creazione di piani di studio per le università dedicati alla Scienza del Web: direi che un primo contributo lo abbiamo dato anche noi, con l’ipotetico (per ora…) Corso di Laurea in Scienze del Web
[via La Stampa - Scientific American]
Ipotesi per un Corso di Laurea in Scienze del Web
26 agosto 2008
Ispirato dagli articoli di cui ho parlato in un post precedente ho voluto buttar lì una bozza di come potrebbe essere organizzato un Corso di Laurea in Scienze del Web.
Dando per scontato l’approccio multidisciplinare, quali sono le materie da inserire? Quali i percorsi formativi da predisporre? Quali sono le conoscenze e le competenze che uno studente uscito da questo corso di laurea dovrebbe possedere?
Andiamo per ordine. Ho immaginato una laurea triennale, ma sono tali e tante le discipline e gli argomenti da trattare ed approfondire che non si farebbe fatica ad estenderne la durata a cinque anni.
Ho provato a suddividere le Scienze del Web in due rami, come rappresentato nella figura.

Per entrare appena più nel dettaglio:


Sono molte le combinazioni possibili; queste sono solo alcune. Ed è chiaro che i vari percorsi possono intersecarsi, sovrapporsi, sfumare l’uno nell’altro.
Un laureato in Scienze del Web dovrebbe possedere la capacità di
- muoversi tra le diverse dimensioni della Rete, individuando comportamenti emergenti, analizzando le relazioni ed i collegamenti tra i diversi attori che animano il palcoscenico del Web – persone, database, agenti software, organizzazioni, tutti immersi nel flusso turbolento di dati ed informazioni
- essere in grado di scoprire i trend che nascono nella Rete, le opportunità create da ubiquità, mobilità, nuovi media e dalla crescente quantità di dati disponibili on-line
- di creare sistemi sempre più efficaci per il trattamento dei dati e delle informazioni, per passare, come suggerito da Michael L. Brodie (intervista contenuta in Semantic Web. Modellare e condividere per innovare, Pearson Addison Wesley, 2008) dall’Era della Computazione a quella del Problem Solving
- progettare e sviluppare strumenti ed applicazioni sempre più adattati alla natura peculiare del Web
- definire e sviluppare teorie,modelli, metodologie, metriche che aiutino a formulare sistematicamente i principi di una “disciplina del Web”
- studiare e comprendere le nuove interazioni sociali ed i nuovi modelli economici e politici che avvengono con la mediazione del Web
- identificare e preservare gli invarianti essenziali del Web
Di seguito – dopo il break – un possibile piano di studi, in cui il primo anno è comune. Mi sono limitato ad individuare possibili materie d’insegnamento solo per Data Web, Web Analitico, Architettura del Web, Web Sociale. Volutamente per alcuni insegnamenti mi sono tenuto nel vago, non avendo sufficienti competenze per individuare aree specifiche di interesse all’interno di alcune discipline.
Spero che questo post stimoli, come si dice, una proficua ed interessante discussione. O anche no…
La grande scala del Web
14 agosto 2008
Tim Berners-Lee ed altri autori hanno scritto un articolo per Communications of the ACM (scaricabile previa registrazione) per ribadire la necessità di una Web science che aiuti a studiare e comprendere il Web non come un mero veicolo di contenuti tecnici o sociali ma come un campo di studi a se stante. L’approccio deve essere multidisciplinare e deve coniugare l’analisi tipica di scienze “hard” come la fisica e la sintesi ingegneristica predominante nell’informatica.
Il Web deve essere studiato e compreso come fenomeno ma è anche un qualcosa che, per la sua crescita e per le sue potenzialità, deve essere progettato.
Nell’articolo vengono sinteticamente presentati quattro punti che i ricercatori ed i progettisti dovrebbero utilizzare come riferimento per una visione globale del Web:
- il Web come sistema a grande scala, che genera proprietà emergenti
- il Web come grafo, rappresentazione della rete di link che caratterizza il Web stesso
- il Web come “macchina sociale” in grado di produrre e gestire sistemi sociali
- il Web come universo di dati, da collegare in maniera sempre più efficiente e da utilizzare per processi di inferenza automatici (semantic web)
Voglio riportare qui alcuni passi (tradotti da me) in cui gli autori spiegano la figura riportata di seguito che rappresenta le nuove sfide che attendono l’ingegneria del software e lo sviluppo di applicazioni.
da communication of the ACM, luglio 2008, vol. 51, n. 7
Alla micro-scala, il Web è un’infrastruttura di linguaggi artificiali e protocolli: è un pezzo di ingegneria. Nello stesso tempo, è l’interazione di esseri umani che creano, collegano e consumano informazione che genera il comportamento del Web e produce proprietà emergenti alla macro-scala [...].
La figura esemplifica un nuovo modo di guardare allo sviluppo del Web. Un’applicazione software è progettata basandosi su un’appropriata tecnologia [...] e su una certa “visione” sociale; è davvero una contraddizione in termini parlare di un’applicazione Web sviluppata per un singolo utente su una singola macchina. Il sistema è generalmente testato da un piccolo gruppo o sviluppato da una base limitata; sono quindi esaminate le “micro” proprietà del sistema. In alcuni casi, quando più e più persone accettano il micro-sistema, si verifica un brusco cambiamento di scala favorito da dinamiche “virali” (ndt: un’inflazione virale…) [...].
Il macro-sistema può essere definito come un micro-sistema utilizzato da molti utenti che interagiscono tra di loro in modo spesso imprevedibile [...] e generalmente deve essere analizzato in maniera differente rispetto al micro sistema. Questi macro-sistemi generano nuove sfide che non possono essere visibili alla micro-scala. [...]
I sistemi a larga scala possono avere proprietà emergenti che non possono essere predette analizzando i micro-effetti tecnici e/o sociali. “Giocando”con questi risultati si può sperare di prevedere le tecnologie di prossima generazione.
update: per completezza d’informazione aggiungo che l’articolo è una sorta di abstract del testo degli stessi autori A Framework for Web Science (Now Publishers, 2006).
update: ancora un articolo di Berners-Lee, stavolta su Scientific American








