Serra senza Rete
13 marzo 2009

photo by steve harris
A Michele Serra non piace la Rete. Questo mi dispiace, perché sono quasi sempre d’accordo con lui, sia che legga le sue “amache”, i suoi articoli o le risposte alle lettere dei lettori sul Venerdì di Repubblica.
Quello che ancor più mi dispiace è che i suoi sono pre-giudizi. Non credo frequenti molto la Rete, non ha un blog – a differenza ormai di molti suoi colleghi – e suppongo che gran parte delle sue conoscenze derivino dalle informazioni divulgate da giornali e televisioni.
Serra cade nello stesso errore che spesso, a ragione, imputa ad altri: quello di essere superficiali, di lasciarsi andare a valutazioni su argomenti che non conoscono, di dare per buona una visione della realtà creata dai mass-media , di essere nostalgici e senza curiosità intellettuale.
Altro non posso fare che consigliargli di provare a visitare questo reame digitale, bizzarro e caciarone, ma ricco di individui interessanti, di energia creativa e di propensione al futuro. Conversare con gli abitanti, passeggiare – vabbè, navigare… – tra sentieri e strade lastricate di link, esplorare i luoghi “turistici” e le periferie in cui abbondano nicchie più che casermoni. Farsi una sua opinione, buona o cattiva, ma plasmata dalla sua esperienza, non da una percezione di riflesso.
E, se proprio vi è ripulsa nel metter le dita sul mouse, almeno leggere i tanti libri scritti da autori italiani e stranieri sul Web sulle ricchezze (e miserie) della Rete. Sarà un po’ come consultare una guida Lonely Planet del Madagascar senza aver la possibilità di guardare negli occhi un vero lemure, ma meglio di niente…
Assolutamente
20 gennaio 2009
Per non parlare dell’uso smodato di tv, Internet e videogiochi: tutti e tre elementi assolutamente dannosi per i bambini e gli adolescenti
Paola Vinciguerra, psicologa, presidente dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) – via Corriere della Sera
la Facebookmania ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine
Paola Vinciguerra- via Hue
La funzione d’onda del PageRank
6 agosto 2008
Un team di ricercatori internazionali tra cui fisici italiani dell’Università di Cagliari, della Sapienza di Roma e dell’ INFM ha proposto un’ardita analogia tra il PageRank e l’equazione di Schrödinger.
Il PageRank è il famoso algoritmo di analisi sviluppato dai creatori di Google per assegnare ad ogni pagina un indice di importanza (o se si vuole di autorevolezza) calcolato in base al numero ed alla “qualità” dei link in ingresso.
L’equazione di Schrödinger è uno dei maggiori successi della fisica, in particolare della meccanica quantistica. A partire dalla natura ondulatoria delle particelle, l’equazione è in grado di descrivere un sistema fisico e la sua evoluzione nel tempo grazie al calcolo della funzione d’onda ψ che lo caratterizza.
Esprimere il PageRank in termini di una funzione d’onda che obbedisce ad un’equazione simil-Schrödinger permette, secondo questo studio, di localizzare velocemente le pagine con un rank più alto senza utilizzare procedure iterative, chiarendo nel contempo il ruolo della topologia nella diffusione delle informazioni nelle reti complesse.
Questa analogia formale con la fisica quantistica mette inoltre a disposizione dello studio del PageRank una serie di frameworks teorici consoloditati come la teoria perturbativa.
La differenza di scala tra il mondo delle particelle sub-atomiche ed il Web è enorme ma i ricercatori sono convinti che il loro lavoro potrà portare benefici a tutto quel campo di ricerca che si collega al PageRank e che comprende, per esempio, la propagazione della fiducia nei social network od una più efficiente classificazione delle pagine.
sci(bzaar)net
23 aprile 2008

Il 17 maggio, presso la Scuola Politecnica di Design di Milano, si svolgerà Sci(bzaar)net.
A metà strada tra un barcamp ed un Pecha Kucha Sci(bzaar)net, nelle parole del creatore ed organizzatore dell’incontro Gianandrea Giacoma:
riunisce alcuni soggetti di diversa competenza ed esperienza che popolano la rete, per riflettere concretamente sull’impatto di internet sulla divulgazione scientifica, sulla ricerca e il mondo accademico.
Gianandrea è stato così gentile da invitarmi a fare una presentazione. Il tema del mio intervento sarà l’utilizzo delle filosofie e degli strumenti del Web 2.0 all’interno dell’università.
Formia offline
23 marzo 2008
Oggi dovevo rapidamente trovare la farmacia di turno qui a Formia. Che faccio? Ovviamente faccio una ricerca via Web. Provo prima con Google, che mi fa vedere la mappa con tutte le farmacie della città. Bello, ma quale è aperta oggi? Cerco poi tra gli altri risultati per scovare l’informazione che mi serve. Niente. Vado sul sito del comune di Formia. Nulla. Procedo per altri tre o quattro minuti dopodiché prendo la macchina e me la vado a cercare.
Ho la netta sensazione che, in realtà, quell’informazione non sia proprio presente online o sia così nascosta che risulta del tutto inutilizzabile.
Ho notato che molte altre città hanno questo tipo di informazione — importante — immediatamente disponibile, quindi devo dedurre che sia Formia, come al solito, piuttosto emarginata sul piano digitale.







