La ricchezza di Benkler

Bozza di recensione del libro di Yochai Benkler, La ricchezza della Rete. La produzione sociale trasforma il mercato e aumenta le libertà, Università Bocconi Editore, 2007. Una parte significativa del libro è liberamente scaricabile qui.

Una recensione più articolata probabilmente la farò per Programmazione.it.

Un libro corposo, ma non complesso, quello di Benkler, professore di Diritto alla Yale Law School ed esperto degli approcci common-based alla gestione delle risorse nelle comunicazioni e nei sistemi informativi.

Un testo destinato a divenire un punto di riferimento per i sostenitori della svolta “sociale” della Rete, una sorta di No logo di inizio millennio, più autorevole e meno superficiale del libro della Klein.

Alcuni punti chiave delle sue argomentazioni:

  • L’informazione, bene non rivale, favorisce da tempo modelli di produzione non proprietari, basati sulla condivisione e sullo scambio collettivo (educazione, arte, scienza)
  • A fianco della produzione industriale di informazione che ha caratterizzato il XX secolo si affianca ora una produzione orizzontale, condivisa, non commerciale e non proprietaria dell’informazione (commons-based peer production) -> era dell’informazione in Rete.
  • Perché ora? Le materie prime dell’economia dell’informazione – informazione, conoscenza, cultura – erano beni pubblici anche nel secolo scorso ma ora
    • tecnologie (computer) a basso costo, accesso alla Rete
    • l’architettura distribuita della Rete permette la modularizzazione ed agevola la condivisione
  • L’economia dell’informazione in Rete favorisce l’autonomia e la libertà individuale, la partecipazione, un sistema politico più partecipativo, una cultura critica e la giustizia sociale. Rinsalda i legami preesistenti (famiglia, amici, colleghi) e crea nuovi legami basati su interessi comuni.
  • L’e.i.R. è complementare, non sostitutiva dei media tradizionali; ne mitiga gli aspetti negativi, come il bacino di raccolta delle informazioni limitato, la concentrazione che consente il controllo dell’informazione, il livellamento verso il basso dei contenuti tipico delle produzioni generaliste.
  • L’efficacia economica di politiche di protezione come brevetti e copyright è dubbia. Si guadagna anche appoggiandosi a modelli open.
  • In atto una lotta nell’ambiente istituzionale e legislativo tra modelli proprietari (enclosures) e modelli non proprietari e non commerciali (commons). Esito incerto.

Per conto mio trovo che:

  • L’analisi sia rigorosa ed estremamente argomentata, incentrata sulle relazioni sociali nel dominio dell’economia. La sintesi sia debole, quasi assente. Ridondanza eccessiva, anche considerando lo stile di scrittura tecnica e scientifica anglosassone.
  • La difficoltà sia quella di studiare un fenomeno emergente, che potrebbe evolvere in maniera imprevedibile nel giro di pochi anni. Illuminante è l’esempio della radio, proposto da Benkler, in cui si evidenzia come le scelte compiute agli inizi degli anni ’20 abbiano decretato la vittoria del modello broadcast a scapito di altri modelli possibili. Altro esempio che mi viene in mente è il fenomeno delle radio e delle televisioni libere in Italia negli anni ’70: nate con grandi speranze, rivoluzionarie ed utopiche, hanno ben presto lasciato il passo ad un modello commerciale.
  • Vengono analizzate anche le critiche al modello dell’economia dell’informazione in Rete, come l’obiezione di Babele (overload informativo). Alcune risposte a tali obiezioni sono esaurienti, altre risentono dell’ottimismo dell’autore.
  • Mi piacciono molto alcuni concetti, come quello secondo cui la produzione individuale di contenuti – testi, video, musica – non genererà quasi mai capolavori ma renderà le persone più attente e più preparate nel giudicare le opere “professionali”, creando un pubblico meno passivo in grado di apprezzare anche qualcosa di diverso rispetto ad hits e blockbusters.

In definitiva un testo sicuramente molto interessante, piacevole da leggere, da valutare con attenzione e spirito critico.

3 thoughts on “La ricchezza di Benkler

  1. Non avevo letto questo articolo. Adesso, grazie al commento di gatto pazzo, l’ho scoperto!

    E non solo lo trovo interessante, ma anche illuminante perchè aiuta a focalizzare diversi aspetti del mondo dell’informazione via web, sui quali non è mai abbastanza soffermarsi a riflettere.

    Federico ti ringrazio dei complimenti ai miei ai miei ragazzi sul post astronomix. Non ho potuto scriverti prima perchè sono stata fuori alcuni giorni ad un seminario di formazione.

    Ti hanno risposto e sono stati felici sia del tuo commento che delle notizie che hai fornito.

    bye:)

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