Federico Generated Content

Il problema della possibile perdita dei propri contenuti sparsi per la Rete diverrà sempre più pressante.

Stefano lo ricordava oggi. Web-based è bello, Web-missed meno.

Io vorrei salvare in locale, periodicamente, non solo i contenuti dei miei blog e tumblelog ma anche i commenti così interessanti (perché sono interessanti, vero?) ai post di altri blog che distribuisco in Rete. E vorrei anche contare su un salvataggio automatico – tipo aggiornamento dell’antivirus – della mia libreria su aNobii, delle voci da me compilate su Wikipedia, delle foto su Flickr, dei video su YouTube, dei miei deliri quotidiani su Twitter o Jaiku, dei ristoranti segnalati su dueSpaghi, delle discussioni nei vari walled gardens tipo Facebook o le chiaccherate negli universi virtuali persistenti tipo Second (o Third o Fourth) Life.

Io non voglio avere qui con me solo il mio Lifestream, voglio avere l’intero Federico Generated Content, l’opera omnia del sig. Bo gentilmente dispensata agli altri generatori e/o fruitori.

Non voglio essere escluso dalla mia licenza Creative Commons e non voglio essere catturato dall’altrui licenza proprietaria.

Non voglio essere vittima dei fallimenti o delle failures altrui.

Voglio il mio disaster recovery personale.

E quindi?

Sarà difficile se:

  1. Tutti i siti non permetteranno oltre che l’immissione e l’importazione di contenuti anche la loro (ri)esportazione.Visto la preoccupante tendenza – che assomiglia ad una inversione – ad erigere muri e muretti non mi farei troppe illusioni per l’immediato futuro.
  2. Ci dovrebbe essere uno standard per l’impacchettamento dei contenuti. Il formato APML va nella direzione giusta ma è solo l’inizio.
  3. Bisognerebbe studiare l’implementazione di un software adatto allo scopo. Non è certo la parte difficile. Magari avvalendosi del Web Semantico?

6 thoughts on “Federico Generated Content

  1. La tendenza ad erigere muri e paletti, va combattuta creando consapevolezza attorno a questo problema…
    Che non e’ assolutamente piccolo, e che deve iniziare ad essere presente nella mente di chi utilizza i servizi Web…

    Visto che si segue teoricamente la logica di mercato, se il consumatore chiede, il produttore risponde,no? .)
    Teoricamente, of course…

    Semantic Web in soccorso, probabile…
    Mumble mumble…

  2. Sembra che qualcosa si stia muovendo. Ma prima deve aumentare il tasso di alfabetizzazione informatica degli utenti, necessaria per comprendere queste problematiche che non sono immediatamente riconoscibili dal navigatore medio.
    off topic: spero tu abbia letto “Ambient Findability” di Peter Morville. Lo sto finendo di leggere per la recensione su programmazione.it e trovo che, anche se del 2005, sia un testo “ad alto contenuto informativo” e pieno di spunti di riflessione.

  3. E’ uno dei prox libri che devo leggere, dopo “A framework for the web of science” .)

    Sono d’accordo sul tasso di alfabetizzazione informatica e culturale in generale: bisogna trovare un modo per renderli prioritari e presenti nelle discussioni quotidiane…

    Cmq molto si sta muovendo: speriamo nel sassolino che, ruzzolando, crea una valanga…

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