Sociosemantic Web

Tra gli studi e le ricerche che sono state presentate alla 16ma International World Wide Web Conference piuttosto interessante è questa, The Two Cultures. Mashing up Web 2.0 and the Semantic Web. Non uno studio rivoluzionario ma un’analisi chiara dello stato attuale del Semantic Web e dei passi che occorre fare nell’immediato futuro per superare la fase sperimentale e rendere le tecnologie semantiche semplici e popolari come i feed RSS.

La tesi sostenuta è che Web Semantico e Web 2.0 sono complementari: il primo fornisce l’architettura per lo scambio, la distribuzione e il riutilizzo dei dati, il secondo può indicare soluzioni per l’usabilità e offrire il suo approccio user & community-centred. Quest’ultimo punto è necessario, secondo gli autori, per superare il modello machine-centred del Sematic Web.

Nell’articolo viene presentato uno scenario, centrato sul mondo dei blog, plausibile e realizzabile entro un paio d’anni in cui l’interazione tra Web Semantico e 2.0 trova la sua realizzazione.

Le ipotesi alla base dello scenario sono tre:

  • Il World Wide Web diventerà World Semantic Web: non ci saranno solo alcune isole o Intranet che utilizzeranno tecnologie sematiche. La maggior parte della Rete sarà semantica.
  • Dovrà essere adottato un approccio al Semantic Web bottom-up e centrato sull’utente. Lo stesso Web è stato edificato dagli individui, non dalle grandi compagnie.
  • Il passo decisivo si avrà nel momento in cui verranno utilizzate ontologie “espressive” e linguaggi “leggeri” per lo scambio di informazioni.

Da leggere.

6 thoughts on “Sociosemantic Web

  1. Quello che mi è particolarmente piaciuto del paper, oltre la chiarezza espositiva, è l’aspetto propositivo, direi la concretezza di fondo. Da ingegnere, è una qualità che apprezzo.

  2. Ottima lettura, fà piacere che cresca l’interesse verso il semantic web !!! .. ti segnalo il microformats wiki e Plain Old Semantic HTML [POSH].

    see also :
    Microformats: More Meaning from Your Markup

    Through the use of these widely adopted standards, publishers can encode additional semantics into the HTML markup of web pages. This gives the pages meaning above and beyond the face value of the HTML elements, allowing them to be consumed, remixed, and mashed up.

    by Brian Suda

    sono sicuro che lo troverai molto interessante !🙂 buon lavoro !

  3. Grazie per le segnalazioni. In realtà sto tenendo già d’occhio i microformati.

    Penso siano uno strumento potente una volta superata la fase embrionale e superati i problemi di compatibilità (per esempio ancora adesso è difficile trovare un hcalendar che possa essere letto e registrato senza problemi da Outlook).

    A mia volta ti segnalo questo blog, anche se penso tu lo conosca già: http://www.sivas.com/microcontent/musings/blog/.

    Interessante il tuo sito.

    Buone esplorazioni anche a te.

    ps ho testato anch’io Operator

  4. Hai ragione, mi riferivo al formato ics. Ho fatto delle prove con il calendario di Vista. Sembra che adesso la compatibilità sia decisamente migliorata, sia per iCalendar che per hCalendar.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...