Il giardinetto infestato

Ma Facebook non doveva essere la versione “adulta” di MySpace?

Il nostro giardinetto recintato preferito è sempre più infestato da una miriade di applicazioncine, virali o meno, rilanciate e rimpallate tra un utente e l’altro. La maggior parte sono fastidiose e fanno solo perdere tempo.

Altro punto: d’accordo il social network, ma iscriversi a decine di gruppi che non verranno mai frequentati che senso ha? Non sarebbe meglio focalizzarsi su due o tre aree di interesse e partecipare attivamente alla vita del gruppo corrispondente?

5 thoughts on “Il giardinetto infestato

  1. Credo che Facebook, per quanto versione adulta, segua le logiche di uso e social dei network e anche i tempi di socializzazione di questi.
    Molte delle applicazioni inutili/giocose/perditempo hanno la funzione di prima socializzazione ai network eliminando la freddezza di una cosa tipo Linkedin, consentendo di mostrare il piano “relazionale” oltre a quello informativo (per capirci, quale senso ha confrontare i gusti sui film?).
    Lo stesso vale per i gruppi che danno l’idea della logica partecipativa e ch ein prima battuta ti dicono: “esserci è iscirversi”. Poi emergeranno le esigenze di confrontarsi, ecc. Lo si vede dalla natura di molti gruppi: tipo “tutti quelli che sono stati qua”.
    Credo che in un secondo momento, dopo l’appropriazione di logiche e forme, scatti la selezione ed emergano i profili per come sono e come vorrebbero essere.

  2. Condivido parte del tuo commento. Sono d’accordo che le strategie (tattiche) di aggregazione sociale passino anche per il versante ludico. Capisco anche che l’approccio mediato dalle applicazioni possa essere più facile ed anche divertente. Penso però che l’utilizzo eccessivo di interfacce (computer+Web+social network+applicazioncina1 + applicazioncina2…) alla fine diluisca troppo il valore della comunicazione con l’altro. Trovo che uno scambio d’ opinioni come questo che stiamo attuando sia molto più ricco ed interessante.

    Probabilmente il fatto che Facebook sia un sub-medium relativamente nuovo lo espone ad un sovraccarico di sperimentazioni. Spero anch’io nel filtraggio e nella selezione. E spero che apra il cancello e diventi un vero parco pubblico.

    ps a me piace molto l’aspetto “giocoso” della vita. Forse per averlo frequentato poco…

  3. La comunicazione muta. Non so se alla fine “il valore della comunicazione” si diluisce. Sicuramente si fraziona fra rivoli da comporre e ricomporre. La difficile relazione fra strategie (del sociale: per capirci le logiche del marketing, delle imprese, ecc.) e tattiche (degli individui: le forme espressive, gli slanci relazionali, ecc.) si trova molto miscelata nei social network. Se oggi basta chiedere a qualcuno di essere suo “friend” per garantirsi dati “preziosi” sul versante commerciale, domani impareremo a gestire le modalità offerte, a costruirne di altre… dietro alcune applicazioni al natura “politica” del mezzo c’è. A noi scoprirle.

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