Il mondo come informazione

Guardare l’informazione come l’elemento fondante dell’intero universo è un punto di vista che negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede nella comunità scientifica.

La Teoria dell’Informazione, formalizzata per la prima volta alla fine degli anni ’40 da Claude Shannon, ha via via ampliato il suo originale ambito di valenza – le telecomunicazioni – per abbracciare altri settori quali la fisica, la biologia e la genetica, l’informatica. E’ per esempio possibile considerare la termodinamica come un sottoinsieme delle teoria dell’informazione. Del resto è nota da tempo l’entropia di un sistema – calcolabile con la celebre formula di Boltzmann S=k log W – misura il grado della nostra mancanza di informazioni sul sistema stesso: maggiore è l’entropia, maggiore è la nostra ignoranza. La Teoria dell’Informazione è uno strumento potente perché l’informazione è “fisica”, non è un concetto astratto. E’ misurabile e manipolabile come la massa e l’energia.

In questo paper Carlos Gershenson, giovane ricercatore messicano dell’Università di Bruxelles, propone un’ipotesi di organizzazione epistemologica del concetto di informazione che permetta di costruire un framework sufficientemente solido da permettere la descrizione del mondo come “informazione che si evolve”. Un obbiettivo impegnativo non c’è che dire! In realtà Gershenson con questo lavoro – ispirato soprattutto dal lavoro sui sistemi complessi di Stuart Kauffman – vuole semplicemente stimolare un dibattito nella comunità scientifica.

Vediamo quali sono i punti chiave delle sue argomentazioni che si mantengono in un formalismo piuttosto sfumato (se mi si passa l’espressione…)

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Es. Un elettrone è un agente che percepisce tutte le forze (informazioni) a cui è soggetto nel suo ambiente che a sua volta è costituito dalle forze (informazioni del primo ordine) e dagli altri agenti (altre particelle, agenti, informazioni del secondo ordine). Tale visione può essere usata per molecole, cellule, animali, software ecc.

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In quale maniera queste definizioni e leggi possono essere applicate alla Rete?

Qualche libro per approfondire l’argomento:

Stuart Kauffman, Esplorazioni evolutive, Einaudi, 2005

Hans C. von Baeyer, Informazione. Il nuovo linguaggio della scienza, Edizioni Dedalo, 2005

Charles Seife, Decoding the Universe. How the new science age information is explaining everything in the cosmos, from our brain to black holes, Penguin Books, 2007

12 thoughts on “Il mondo come informazione

  1. “l’informazione si propaga il più rapidamente possibile”
    (tanto per dire quanto sia un po’ vago tutto ciò…😦
    non ho letto l’articolo che citi, faccio riferimento solo a questo tuo post…)

  2. Infatti parlo di “formalismo sfumato”, cioè una contraddizione in termini. L’articolo del giovanotto vuole essere più che altro uno stimolo alla discussione. E da questo punto di vista trovo offra spunti interessanti.

  3. Mi sembra molto interessante. Per coma la vedo io la strada da seguire per il ragionamento sta sul versante sociale nella centralità del concetto di Informazione nella teoria dei sistemi di Niklass Luhmann e sul versante dell’individuo nella teoria dell’autopoiesi di Maturana e Varela.
    Per quanto mi riguarda lavorare in modo formalizzato garantisce al ragionamento di irrobustirsi.
    Per spiegare la rete credo che comunque occorra tenere l’asse sull’idea di informazione di Shannon e Weaver (da non dimenticare perchè la spiegazione “qualitativa” che molto viene usata – anche male- viene dalla sua introduzione a Claude Shannon) e su quella di Bateson (informazione come differenza che genera una differenza).

  4. Interessante il confronto tra i commenti di hronir e Giovanni: il primo, un fisico, sottolinea giustamente il carattere empirico delle teorie di Gershenson, il secondo, sociologo ed esperto di scienze della comunicazione, pur ribadendo l’importanza del formalismo, coglie gli spunti di riflessione dati dall’articolo in questione.
    Grazie a tutti e due.

    Per conto mio, data la mia formazione, l’aspetto quantitativo e “misurabile” dell’informazione derivante da Shannon fa un po’ parte del mio DNA mentre l’aspetto “qualitativo” mi interessa sempre di più.

    per Giovanni: puoi suggerirmi un testo di Luhmann che sintetizzi il suo pensiero?

  5. per Federico: difficile “sintetizzare” il suo pensiero (ah, la complessità). Un consiglio per vedere anche come impostiamo da queste parti la cosa e avere un primo riassunto di Luhmann è leggere questo. Di Luhmann consiglio questo.

  6. Mi sono pentito di aver scritto “sintetizzi” appena dopo aver inviato il post. Ma non mi andava di cambiare il commento…
    Il libro di Giglietto l’ho letto qualche tempo fa ma non mi sono ricordato di Luhmann.
    Di chi è la colpa?🙂

  7. >La Teoria dell’Informazione è uno strumento potente perché l’informazione è “fisica”, non è un >concetto astratto. E’ misurabile e manipolabile come la massa e l’energia.

    Penso che sia la teoria dell’informazione che renda l’informazione fisica.😉

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