Cultura convergente: appunti per una recensione 1/3

Un nuovo tipo di recensione: la recensione seriale. Leggo, prendo appunti, li condivido.

Henry Jenkins è direttore del Comparative Media Studies Program del MIT. Cultura convergente (Apogeo, 2007), secondo la prefazione del collettivo Wu Ming è un saggio in cui “ogni oscurità concettuale si fa cristallina”. La cultura popolare/di massa che deborda dal flusso principale riversandosi nei nuovi media. Cultura convergente come l’intricato dedalo del delta di un grande fiume. Il grande fiume dei media tradizionali incontra e si fonde con il mare informativo della Rete. Wu Ming si concentra sull’Italia e sul dibattito distorto, provinciale, pregiudiziale e moralistico che accompagna la lenta evoluzione tecnologica e sociale della nostra cultura.

Di cosa ci parlerà Jenkins? Di convergenza mediatica, di cultura partecipativa, di intelligenza collettiva. Intendiamoci: un medium può essere considerato sia come uno strumento per la comunicazione sia un sistema culturale che si forma intorno a tale strumento. Gli strumenti cambiano, si evolvono, il medium rimane ma si adatta. Oggi gli strumenti divergono (si moltiplicano in una parossistica fase evolutiva. Ne rimarrà solo uno? Scatola nera onnicomprensiva?) i contenuti convergono spinti dall’alto, dalle corporation e dal basso, dai prosumers.

Ho capito che Jenkins utilizzerà come laboratorio di analisi (esperimenti, apprendistato “alla Lévy” per esplorare le nuove strutture economiche, sociali e politiche del futuro) alcuni “casi mediatici” molto legati alla cultura popolare americana ed anglosassone.

Si inizia con Survivor. Con Survivor?? Avete presente? La versione americana de L’isola dei famosi. Con una cruciale differenza: il programma USA è interamente registrato prima della messa in onda. Quindi fin dall’inizio tutto è già accaduto . Fin dalla prima serie è scoppiato il fenomeno dello spoiling, il tentativo cioè, da parte della comunità di fans del programma, di cercare di scoprire il vincitore prima dell’ultima puntata. Questa comunità passa il suo tempo (?) ad indagare, cercando indizi e prove, setacciando la Rete ed ogni fotogramma delle puntate trasmesse, interagendo tramite le communities virtuali attraverso complesse modalità. Per Jenkins “intelligenza collettiva al lavoro”. Io rimango assai perplesso, pensando come da noi i reality siano l’emblema di una televisione men che mediocre. Jenkins dice che gli americani non partecipano ai dibattiti politici perché sono “cose da esperti”: raffronto quest’affermazione con la grande partecipazione al referendum sul welfare e alle primarie del PD e questo mi fa rivalutare il mio Paese…

Comunque dal primo capitolo emergono due considerazioni:

  • · il “paradigma dell’esperto” (conoscenza specifica elargita dall’alto) sembra perdere efficacia in una’architettura reticolare, in un contesto di overload informativo e in uno “spazio delle soluzioni” multidisciplinare.
  • · Le comunità di conoscenze sono oggi temporanee, flessibili, a carattere volontario e “tattiche”: ci si unisce a loro per un determinato scopo esaurito il quale ci si sposta verso un’altra community. E’ la norma la multi-appartenenza, sia per la natura tattica delle affiliazioni che per l’enorme bacino di competenze e conoscenze che è necessario sondare (e filtrare) per ottenere risposte alle più svariate domande.

continua

11 thoughts on “Cultura convergente: appunti per una recensione 1/3

  1. Giusta osservazione. Ma visto che la versione italiana di Survivor ha avuto vita breve, per indicare la tipologia del programma mi sono riferito all’Isola dei famosi che, diciamo la verità, non è poi così diversa da Survivor. Anzi, visto che è quasi “in diretta” a differenza di Survivor la trovo anche appena più interessante. Certo, in Italia non si è potuto sviluppare lo spoiling ma va bene così, in questo caso…

  2. Poi Jenkins andrà oltre la dimensione “tattica” alla DeCertau per leggere le culture partecipative… l’emergere delle forme “produttive”, non così chiare ancora nello sviluppo del pensiero della “Cultura convergente”, diventeranno centrali in Fans,Blogegr and Gamers, presto su questi schermi (video)😉

  3. Hi there! Someone in my Facebook group shared this site with us so I came
    to check it out. I’m definitely enjoying the information. I’m bookmarking and will be tweeting this to my
    followers! Superb blog and brilliant style and design.

  4. The media for downloading never been this fast
    and simple as it is now. By the process, you are reinforcing that
    negativity and attracting to yourself MORE.
    The most enjoyable part of Revenge in the Fallen is its sheer familiarity.

  5. With the Clickbook 12, you can turn any Internet, CD ROM or Windows file into books
    associated with a size and magnificence, homemade cards, leaflets or brochures, tiles printouts, CD ROM jewel cases, day planner pages, etc.
    Either visually or together with your hands, move all limiting
    energy off and into the sponge. z – Butterfly is often
    a nice place to start looking for what are the user would
    like to watch since it displays a whole lot of movies that can be downloaded from all around the Web.

  6. Patty Schemel, the subject of Hit So Hard has basically been certainly one of my biggest
    inspirations in that. A world where Rumpelstiltskin is King,
    and Shrek’s friends (Donkey, & Puss In Boots) and his beloved wife Fiona haven’t
    met him. This scam involves someone sending a phishing email
    to your many email addresses.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...