Il misterioso Big Bang dei fratelli Bogdanov

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Curiosa e bizzarra la storia dei gemelli Bogdanov e della loro teoria sulla Singolarità Iniziale, il Punto Zero da cui ha preso origine l’Universo. Star della televisione francese fin dagli anni ’80, i Bogdanov si sono specializzati in programmi di divulgazione scientifica e di fantascienza – un incrocio tra Superquark e Voyager – forti di una loro (presunta) formazione matematica. Negli anni ’90 hanno ripreso gli studi universitari all’Università della Borgogna per conseguire il dottorato di ricerca (in matematica Grichka ed in fisica Igor), attribuito loro in maniera piuttosto irrituale rispettivamente nel 1999 e nel 2002.

La pubblicazione dei loro lavori sull’origine dell’Universo su prestigiose riviste come Annals of Physics e Classical and Quantum Gravity ha creato nel mondo scientifico una querelle che ha avuto ampio spazio nei media internazionali, molto meno qui in Italia. Peccato, perché la storia di questo Bogdanov Affaire – i cui dettagli possono essere letti nella nutrita voce della versione inglese di Wikipedia — è davvero interessante ed assomiglia ad una sorta di giallo scientifico pieno di misteri e di colpi di scena.

Sostanzialmente i lavori dei fratelli Bogdanov sono accusati di essere nel migliore dei casi incomprensibili, inconsistenti e pseudoscientifici, nel peggiore di essere stati scritti da ciarlatani. Addirittura è stata paventata la possibilità che si tratti di un hoax, cioè di falsi tesi a dimostrare l’inaffidabilità del sistema di peer reviewing alla base delle pubblicazioni scientifiche.

Nel libro Prima del Big Bang. L’origine dell’universo (Longanesi, 2008), pubblicato nel 2004 in Francia ed ora pubblicato in Italia i fratelli Bogdanov raccontano la loro versione della storia, intrecciando la cronistoria della vicenda con opinioni favorevoli e contrarie di fisici e matematici e citando – con sospetta insistenza – corrispondenze e colloqui con un gran numero di scienziati di grande levatura. Una ricostruzione nebulosa ed a tratti reticente che non aggiunge molto rispetto a quanto si può leggere in Wikipedia.

Più interessante la parte dedicata alla teoria stessa, che, seppur sostanzialmente incomprensibile per un lettore medio, contiene elementi in grado di attrarre ed affascinare.


Basata su strumenti matematici ed algebrici estremamente avanzati come i gruppi quantistici ed oggetti (pseudo)fisici esotici come gli istantoni la teoria cerca di determinare la natura della Singolarità Iniziale, il “punto di origine” del Big Bang. Andando a ritroso nel tempo e nello spazio, oltrepassando il muro di Planck, il quanto di spazio-tempo più piccolo possibile del nostro universo fisico davanti al quale si fermano le teorie tradizionali come quella delle stringhe (chiamate nella versione italiana “corde”), i fratelli Bogdanov penetrano in un tempo inimmaginabilmente vicino al “tempo zero”nel quale ha luogo una sorta di pre-Big Bang, un Big Bang “freddo”e matematico. Veniamo catapultati dapprima in un tumultuoso oceano quantistico in cui le metriche, “estremo supporto dello spazio e del tempo” fluttuano violentemente in un luogo in cui energia e materia sono ancora sconosciute, un ambiente dominato da cinque dimensioni, una delle quali indecisa sulla sua identità di spazio o di tempo.

Passata la tempesta, proseguendo nella caduta verso l’origine ultima, il “Tutto” si placa, trasformandosi in un mondo che sarebbe piaciuto a Pitagora e a Euclide, un ente puramente matematico, un’astrazione in cui l’idea dell’universo prossimo venturo è racchiusa in uno scrigno di tempo immaginario. In questo “punto infinito” con metrica euclidea, l’entropia è zero ma la sua controparte, l’informazione, è infinita. Tutte i fotogrammi, le scene, le musiche, i dialoghi del film non ancora uscito dell’universo sono cristallizzate e sovrapposte in un tempo orfano del reale. Quando – mai termine fu più inesatto — in quell’imperturbabile iperuranio algebrico la perfetta simmetria si rompe, la metrica euclidea esplode trasformandosi nella nostra accogliente metrica lorentziana, “quella in cui abbiamo il ricordo del passato e il desiderio del futuro”. Il tempo inizia a scorrere. Solo ora l’informazione entra nel tempo a noi familiare, preparandosi a distillare gocce di realtà un istante dopo l’altro.

Se c’è qualche elemento di verità scientifica in queste pur fascinose visioni — degne di sciamani matematici in trance metafisica — non posso dirlo, non avendo le conoscenze necessarie. Ma l’alone di scetticismo che circonda gli autori della teoria e le strane vicende che hanno accompagnato la sua nascita fanno temere che essa più che complessa, sia immaginaria pura.

Perché ne ho parlato in un blog dedicato al Web? Diciamo che il pretesto è osservare come tutta la vicenda Bogdanov sia nata nel 2002 da un newsgroup su Internet, per poi diffondersi viralmente in altri forum ed in blog di eminenti fisici, contaminando prima le edizioni inglesi e francesi di Wikipedia per poi approdare ai media mainstream. Inoltre vi è un’altra misteriosa vicenda – descritta anch’essa su Wikipedia — legata a domini registrati dai fratelli Bogdanov che sembrano imitare indirizzi di università asiatiche o che paiono associati a fantomatici istituti scientifici.

update: ho chiesto a Sylvie Coyaud un parere sui Bogdanov (qui, nei commenti al post “Dimagrimento newtoniano”). Ricopio qui la sua risposta:

Non ho seguito la polemica da vicino. In Francia c’è stato un po’ di scandalo, erano personaggi della tivu come dici nella recensione, e avevano falsificato le citazioni dagli email che si erano scambiati con alcuni scienziati.
E’ vero che la “comunità” è stata severa, spesso lo è con i dilettanti, il fatto è che è indipensabile per evitare di innamorarsi delle proprie idee. Comunque a parte qualche francese tignoso, dopo la demolizione dei loro papers da parte di John Baez – http://math.ucr.edu/home/baez/bogdanoff/ – i fisici hanno lasciato perdere
.”

8 thoughts on “Il misterioso Big Bang dei fratelli Bogdanov

  1. Post interessantissimo, Fede. Lo cito su scientificando appena possibile. Scusa la latitanza, ma questo periodo è infernale per me. Ho inserito nei miei condivisi (in bella vista su websomethingelse) questo post, “Open Calais” (stupendo) e “La teoria dell’evoluzione del web” (super).

    Bacioni. Annarita

  2. Sempre gentile, Annarita.🙂. Peccato che la teoria dei Bogdanov sia “immaginaria pura”: questo mondo puramente matematico, governato dall’algebra e costruito sulla metrica euclidea che, tendendo all’infinito, genera un universo fisico aveva il suo fascino…

  3. Federico, questa mattina i primini di una mia classe, durante un’ora di supplenza, hanno letto il tuo post nel laboratorio multimediale.
    Il successo è stato straordinario. Certamente non hanno compreso appieno data l’età…sono ragazzi di 11 anni, ma la curiosità è stata stuzzicata alla grande…qualcuno vorrebbe addirittura acquistare il libro. L’intera classe ha visitato tuo blog per leggere l’articolo. Successivamente i ragazzi hanno rilasciato parecchi commenti su scientificando…dovresti deciderti a scrivere qualche post per loro prima o poi;)

    A presto!

  4. Ho scoperto solo oggi, navigando su internet, questo interessante sito di divulgazione scientifica. Magari ce ne fossero tanti, anche alla portata dei giovani lettori. Da grande appassionato si scienza fondamentale e di epistemologia, posso dire di aver letto il libro dei fratelli Bogdanov e di essere d’accordo con la loro tesi di fondo. Quache anno fa ho pubblicato sul sito “www.fisicamente.it” un articolo dal titolo “L’enigma dell’Osservatore” ( cui rimando per maggiori approfondimenti ) nel quale scrivevo che:
    ….- a mio parere, esiste la possibilità che al fondo della realtà fenomenica, al di fuori del tempo e dello spazio, si nasconda una struttura puramente matematica, un programma computazionale che dà origine ad una fitta rete di percorsi e ad una molteplicità di configurazioni virtuali;…..
    Questa rappresentazione delle realtà:
    1) spiegherebbe, innanzitutto, quello che è stato definito il mistero più inquietante della fisica, suffragato dagli esperimenti, ma rimasto ancora oscuro, cioè la violazione del “principio di località” che emerge dalla Meccanica Quantistica. Ammettendo che tutta la realtà è generata da un programma informatico, vale a dire da un algoritmo matematico astratto, esistente al di fuori del tempo e dello spazio, l’enigma sarebbe risolto. Infatti, solo in questo caso, qualsiasi operazione effettuata su un termine dell’algoritmo si ripercuoterebbe istantaneamente su qualsiasi altro termine correlato al primo, senza bisogno di alcuna forma di comunicazione a distanza;
    2) renderebbe più chiaramente comprensibile la teoria degli universi paralleli: questi non sarebbero, infatti, né i molti mondi ipotizzati da Everett, né gli universi “momenti” introdotti da Deutch, ugualmente coesistenti e popolati da altrettante copie dell’osservatore cosciente. Sarebbero invece, più semplicemente, diverse configurazioni virtuali, che l’osservatore cosciente potrebbere attraversare, in una individuale successione, percorrendo uno solo dei tragitti costituenti la fitta rete di quelli possibili;
    3) potrebbe, infine, chiarire, in termini di fisica fondamentale, il fenomeno della vita ed il sorgere delle facoltà mentali superiori.
    Mi farebbe piacere che si sviluppasse un dibattito su questo argomento ed a questo scopo vorrei consigliare la lettura di alcuni libri recenti, scritti da scienziati famosi:
    “La fisica dell’immortalità” – Frak J. Tipler – Mondadori(fuori commercio);
    “Menti, macchine e multiverso” – Julian Brown – Einaudi;
    “La fine del tempo” – Julian Barbour – Einaudi;
    “La trama della realtà” – David Deutch – Einaudi;
    “Il velo di Einstein” – Anton Zeilinger – Einaudi;
    “La scperta dell’universo” – Charles Seife – Einaudi;
    “Informazione” – Hans Christian Von Baeyer – Dedalo;
    “Il programma dell’universo” – Seth Lloyd;
    “I conigli di Schrodinger – Colin Bruce – Raffaello Cortina Editore;
    “Che cos’è il tempo? Che cos’è lo spazio? – Carlo Rovelli – Di Renzo Editore;
    “Prima del Big Bang” – Igor e Grichka Bogdanov – Longanesi;
    “La fisica del cristianesimo” – Frank J. Typler – Mondadori
    Cordialmente.

  5. Ciao Bruno. Molto interessanti le tue riflessioni ed il tuo articolo. Per conto mio, seppur affascinato dall’ipotesi dell’universo computazionale, devo dire che senza ipotesi verificabili tutto il ragionamento si riduce ad un esercizio di stile, per usare una metafora letteraria. So che sono stati proposti esperimenti molto sofisticati per verificare alcune ipotesi di base: vedremo, se realizzati, quali saranno i risultati.

    Per quanto riguarda la bibliografia, beh, sai, sono un appassionato di fisica ed astrofisica quindi li ho letti quasi tutti…🙂 Anzi rilancio con “Mondi paralleli”(Michio Kaku, Codice Edizioni, 2006) e “Dietro lo specchio”(Lawrence M. Krauss, Codice Edizioni, 2007) sulle dimensioni addizionali

  6. io non sono un fisico nè un matematico ma leggendo il libro dei Bogdanov mi è parso di riscontrare un errore di interpretazione: infatti su un libro di Gasperini, piuttosto ben articolato sul pre-big bang viene chiaramente dimostrato come la teoria delle stringhe, che peraltro non è universalmente accettata nella comunità scientifica internazionale, fornisca però una robusta architettura teorica che permette attraverso, fra l’altro, i concetti di dilatone e supersimmetria, di gettare ampia luce sulla genesi più vera del nostro universo, quella per intenderci del vuoto primordiale che precede il cosiddetto big bang verificatosi 13.7 miliardi di anni fa.

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