La Rete dopo la tempesta (solare)

Aurora boreale

Ieri sera ho visto su Discovery Channel una docu-fiction che ipotizzava l’abbattersi sulla Terra di una tempesta solare di gigantesche proporzioni. Questa tormenta elettromagnetica produrrebbe un blackout globale, bruciando la maggior parte dei trasformatori alta/media tensione delle linee elettriche. Anche i satelliti in orbita verrebbero messi fuori uso. Questa situazione durerebbe per mesi, se non per anni.

In un mondo senza più energia elettrica, tra la miriade di altri problemi, cesserebbe di esistere Internet.

Il flusso di informazioni si interromperebbe, i legami si spezzerebbero. Un fiume maestoso ridotto in pozzanghere isolate, senza la possibilità di ricollegarsi.

Mi chiedo cosa rimarrebbe delle filosofie, delle metodologie, delle abitudini nate o amplificate nella Rete quando la Rete non ci fosse più. Cosa si potrebbe (ri)portare nel mondo fisico, quali esperienze vissute nella realtà virtuale tornerebbero utili in un mondo non più connesso?

E se la civiltà tecnologica non ce la facesse a riprendersi? Si tramanderebbero storie e poi leggende di un’età in cui una scatola magica permetteva di trascendere lo spazio ed il tempo, unendo pensieri e idee in un reame tanto evanescente quanto affascinante.

9 thoughts on “La Rete dopo la tempesta (solare)

  1. Andremo in giro a disegnare grafiti o geroglifici per illustrare queste leggende sull’era digitale?
    E se un archeologo, fra 5mila anni, trovasse un modem-router o un mouse, senza conoscerne l’utilizzo, che deduzioni strampalate ne potrebbe ricavare?😉

  2. Ma questo è il progetto che da anni auspico: il black-out globale! Il mondo pre-elettronico! Lavorare nel settore digitale mi ha portato a questo… io e molti miei amici resteremo senza lavoro, ma in un angolino della nostra mente tutti quanti siamo tentati da questo scenario…
    Sarei molto curioso di vedere come l’umanità reagirebbe a questo, come riutilizzerebbe le proprie conoscenze: per es.:, è vero che tenteremo di “ripristinare” la vecchia cultura, magari recuperandola in modo storico-mitologico con narrazioni, “geroglifici”, leggende, archeologia, oppure ci volteremo indietro, tenteremo un’altra strada, dimenticandoci lentamente di internet, della televisione….

  3. Un’improvvisa mancanza di energia spegnerebbe questa civiltà così come la conosciamo. L’uomo, fortunatamente, ha molteplici possibilità: può vivere anche con tenori energetici minori ma la popolazione si dovrebbe ridurre drasticamente. La verità è che la popolazione sta crescendo comunque e, a parità di energia disponibilie, si deve andare per forza verso un “conflitto energetico”, una lotta per l’accaparramento delle fonti disponibili che non può non prevedere una marginalizzazione di una fascia non piccola della popolazione. Lo “sviluppo sostenibile” è purtroppo spesso inteso, da parte dei paesi occidentali, come uno sviluppo basato sulle briciole dei paesi fuori dai confini USA+EC. Noi, qui, non siamo disposti a rinunciare a molto…

  4. Nel documentario si sottolineava il fatto che di solito le catastrofi colpiscono più duramente i paesi poveri. In questo caso invece le conseguenze sarebbero disastrose tanto più il paese colpito fosse tecnologicamente avanzato.

    Se il sistema di produzione e distribuzione dell’energia fosse meno centralizzato, con molti piccoli impianti (solari, eolici terrestri ed offshore, idroelettrici, geotermici, mareali – si chiameranno così? – e i probabilmente necessari impianti nucleari ) collegati in una rete magari egualitaria – non come il Web o Internet, che sono reti aristocratiche con molti hub vulnerabili ad attacchi mirati – si potrebbe sperare di limitare i danni in una situazione estrema come quella della maxi-tempesta solare. Da considerare che ci sarebbe un preavviso di circa due ore sufficiente per spegnere alcuni trasformatori e salvarli così dalla tempesta elettromagnetica.

    Enrico, francamente io non mi augurerei un blackout globale: la mia curiosità non giunge a tanto. Comunque le conoscenze acquisite non scomparirebbero troppo facilmente. Almeno finché ci saranno i libri ed i supporti cartacei! E credo che una sorta di “convergenza evolutiva tecnologica” farebbe ripercorrere più o meno lo stesso cammino: la conoscenza delle leggi della fisica e della chimica portano inevitabilmente alla costruzione di determinate tecnologie.

    Stefano,un altro problema è che le economie emergenti, tipo Cina ed India, vogliono avere il diritto di crescere senza troppi vincoli, visto anche che le grandi superpotenze economiche prima sono diventate tali e poi si sono rese conto dei problemi ambientali e di risparmio energetico (anche per mancanza di conoscenza del problema).

  5. Se posso dire la mia secondo mè la tempesta riuscirà ad invertire la polarità della gravità terrestre, in più porterà un’ondata di calore inaudito e per quanto riguardano i trasformatori di energia elettrica si potrebbero proteggere con enormi lastre di piombo tali da non far penetrare il flusso elettromagnetico dell’onda in tal modo non potrebero essere danneggiati.

    Di conseguenza a tale calore negli anni avvenire la terra sarà ricoperta totalemente da ghiaccio.

  6. Se c’è una tempesta solare, bisogna essere sicuri delle conseguenze, cioè dell’intensità e della durata di tali tempeste, e non spaventare la gente: forse basterà staccare la corrente, nelle fabbriche o nelle case… ad ogni mondo il mondo finirà fra moltissimi anni… state tranquilli, ma non troppo perchè la nostra vita dura poco!

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