Sauro-civiltà

Un post off topic ma mi andava di condividere con voi un ragionamento e, magari con l’aiuto di un paleontologo (o geologo) che si trovasse a passare da queste parti, confutarlo o confermarlo.

L’idea mi è venuta dopo la lettura del non entusiasmante libro di Alan Weisman Il mondo senza di noi (Einaudi, 2008 ) in cui, immaginando un mondo improvvisamente senza più uomini, si cerca di prevedere cosa resterà nel corso dei millenni futuri della presenza umana su questo pianeta.

La specie umana si è evoluta nell’arco di circa cinque milioni di anni, anno più anno meno. Consideriamo un tempo evolutivo minore, diciamo tre milioni di anni per arrivare ad una specie intelligente. Ipotizziamo ancora che questa specie sia stata, per esempio, un piccolo ed astuto dinosauro carnivoro, il famoso velociraptor – che tra parentesi ora si sa aver avuto un aspetto assai differente (vedi foto) da quello propostoci da Spielberg in Jurassik Park.

Per continuare il nostro Gedankenexperiment diciamo che la sua evoluzione sia avvenuta intorno a novanta milioni di anni fa, magari in un frammento isolato del Gondwana. Ipotizziamo ancora che i discendenti dotati di intelligenza dei velociraptor siano riusciti a costruire una società preindustriale, assimilabile a quella medievale. Quindi costruzioni in pietra, utilizzo dei metalli, tecnologie primitive ma efficienti.

Ad un certo punto questa sauro-cultura è collassata e lentamente ma non troppo la specie si è estinta.

La domanda è: saremmo in grado oggi di rilevarne le tracce? Il tempo profondo è così vasto… Inoltre può essere così remota la possibilità di far riemergere dagli strati geologici proprio quel breve periodo -anche spazialmente limitato – che forse sarebbe plausibile non trovare alcuna prova dell’esistenza di quella civiltà.

Pensate a quanto è difficile recuperare ed interpretare resti archeologici di poche migliaia o decine di migliaia di anni fa. Considerate quali trasformazioni potrebbero subire artefatti e costruzioni sauropode sottoposte a trasformazioni di tipo geologico. E se il luogo di nascita e sviluppo della sauro-civiltà fosse stato l’Antartide, prima della sua migrazione al Polo Sud?

Vengono in mente strani pensieri nelle caldi notti tempestose di fine primavera…

8 thoughts on “Sauro-civiltà

  1. Sì, veramente strani pensieri…Fede. Piacerebbe anche a me sentire il parere del paleontologo (o geologo) sul tuo ragionamento che non riesce a convincermi nella sua ipotesi iniziale!;)

  2. Che siano strani non c’è dubbio…
    Ma vorrei sapere se un’ipotetica civiltà nata milioni di anni fa e rimasta, per alleggerire le ipotesi, all’età della pietra possa sfuggire alle nostre ricerche paleontologiche.

  3. Pensieri suggestivi, che sicuramente un buon whiskey scozzese aiuterebbe a rendere più fluidi. O anche un buon passito…ma non divaghiamo su temi etilici.

    Direi che l’archeologia deve dedurre a posteriori e non cercare quello che vorrebbe trovare. Questa debolezza così umana, non è lecita in campo scientifico.

  4. Per i pensieri fluidi ci aveva già pensato la falanghina…

    Però evidentemente non sono riuscito ad evidenziare lo scopo del mio esperimento mentale.

    proviamo così: fra 90 milioni di anni quali tracce – se ne esisteranno – suggeriranno l’esistenza della razza umana? E se la civiltà dell’homo sapiens si fosse fermata ad un stadio pre-industriale, quante possibilità ci saranno di trovarne tracce?

    Quando entrano in gioco intervalli temporali nell’ordine di centinaia di milioni di anni e movimenti e trasformazioni geologiche le indagini si fanno difficili…

  5. Mica detto. Per esempio l’isotopo U235 dell’uranio ha un tempo di dimezzamento di circa cento milioni di anni ma l’isotopo del plutonio Pu239 ha un emivita di soli 24200 anni. E comunque con i movimenti geologici dovuti alla deriva dei continenti le scorie verrebbero fuse ed inglobate nel mantello, ritornando a far parte dei normali materiali radioattivi naturali.

  6. Ok. vediamo di fare un po’ di ordine, che il tema è interessante per quanto fantasioso.

    Il nocciolo della questione è: è possibile che a distanza di 50 (tanto per fissare un’ordine di grandezza) milioni di anni siano recuperabili tracce di una civiltà senziente?

    Questa è fantascienza, dunque non ci sarà una risposta chiusa, sì o no, perchè condizionata da mille “se…”.

    Propendo tuttavia per un sì, ovviamente fermo restando un discreto avanzamento tecnologico, ovvero la capacità di costruire ed utilizzare macchine.

  7. Considerando che la specie umana si è diffusa su tutto il pianeta e che soprattutto dopo la rivoluzione industriale ha creato miliardi di manufatti di tutte le dimensioni, utilizzando tutti i materiali a disposizione e creandone di nuovi anch’io propendo per il sì.

    Discorso diverso sarebbe stato per una civiltà primitiva e geograficamente poco diffusa.

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