La prima volta nella seconda vita

Dr. Strange

Dr. Strange

Non più negata, una seconda vita. Grazie ad una porta di accesso più leggera da aprire – un client meno esigente in termini di risorse, se volete – sono entrato finalmente in Second Life.

Mi guardo intorno. Un’isola. Accennata. Deserta. Tranquilla. Credo sia un’isola maestra. Uno sciabordio di onde ovattato è il solo rumore. Muovo i primi passi. Avanti, dietro, sinistra, destra. Lo sapevo che l’esperienza di Doom mi sarebbe servita, un giorno o l’altro. Sogno ancora i luoghi di Phobos e Deimos, tra l’altro. I luoghi, non i mostri.

Mi sento incompleto. Non definito. Come il mio avatar. Devo caratterizzarmi. Devo rivestirmi di me stesso. Non voglio essere un altro. Voglio assomigliarmi senza clonarmi. Voglio che Egon Compton sia un’idea di Federico. Egon, come Schiele. Compton, come l’effetto. Arte. Scienza.

Pelle, capelli, occhi, naso, bocca. La fatica di costruirsi. Giacca, pantaloni, scarpe, maglietta. …and you look so fine in your virtual dress…

E’ un’ora che sono qui. Neanche Carrie al culmine della sua fashionmania. Ho mal di testa.

Mi finirò la prossima volta. Per ora mi accontento di questi quattro straccetti.

Ora ricordo. Il mio mansueto doppelgänger spicca il volo . Un volo astrale, direi. Mi ricorda il dottor Strange.

Mi depongo. Un’ultima passeggiata nell’isola. Tante domande. Una domanda.

Dove vado adesso?

12 thoughts on “La prima volta nella seconda vita

  1. davvero non capisco come la vita, di cui questo, second life, è una modestissima vibrazione da chissà quale stringa..del cosmo,riesca a dare più emo(a)zione di quella che la vita reale riesce a rilasciare direttamente in vena in un a-go che va con te fino all’ultimo istante di vita.La costruzione di sè e della vita è un gesto complesso, spesso oscuro, ma non virtuale, nel senso stretto del termine, anche se nasconde la sua dose di droga (paura e desiderio cambiano la composizone del sangue ma anche le stimolazioni psichiche)per cui, alla fine, si risulta modificati, abitati o spogliati da questa es-perienza.ferni

  2. Riflessione.

    SL rende più esplicita un’operazione che facciamo in maniera più o meno automatica ed implicita quando ci accingiamo a recitare in uno dei tanti ruoli che ricopriamo nel corso della vita. In ogni occasione scegliamo una maschera che lascia intravedere solo una parte della nostra personalità, adattandoci al contesto, alla ribalta che ci troviamo a calcare. La maschera è una metafora, ma anche la scelta più concreta di vestiti da indossare ed atteggiamenti da tenere avviene ogni giorno, più volte al giorno.

    La costruzione di un avatar-maschera avviene in maniera più consapevole. Forse. Diciamo che un avatar è un accenno di noi stessi, una proiezione progettata a priori, meno fluida e più cristallizzata delle normali manifestazioni della nostra personalità.

  3. Devo dire che da quando frequento le milonghe romane, in quanto ballerino di tango, ho abbandonato il virtuale per abbracciare (è il caso di dirlo) il reale. Ve lo consiglio, non è mica la stessa cosa che parlare con un Avatar…
    E’ vero anche che per vivere abbiamo bisogno di qualche maschera ma quando si balla così intensamente (venite a vedere se non siete mai stati) le emozioni che si trasmettono sono pienamente gratificanti. Anche in assenza di parole, anzi, proprio perché non ci sono parole e sono i corpi a parlarsi e capirsi.
    Sono andato fuori tema?

  4. No, Stefano.

    Tieni presente che la comunicazione nel virtuale non è comunicazione virtuale: è comunque uno scambio, una conoscenza, un rapportarsi ed interagire con pensieri ed idee.

    Nulla vieta di continuare la conversazione nella realtà analogica.

    Io ho conosciuto la mia ex-compagna su Internet, ormai diversi anni fa. Abitando io a Roma e lei a Torino non ci saremmo potuti incontrare se non in un luogo-altro come la Rete.

    E comunque io sperimento SL soprattutto per motivi di lavoro e di accrescimento professionale e culturale; molte riunioni, molti workshop e seminari interessanti (ne parla Luca) si tengono in quell’universo persistente.

  5. Sei approdato a SL! Interessante quello che racconti. E’ un’esperienza che prima o poi affronterò. Non mi sento ancora pronta, ma mi interessa ascoltare la narrazione delle esperienze vissute dagli altri. Non ho pregiudizi al riguardo.

  6. Ciao Federico, be ti segnalo domenica a unAcademy, Post Utopia e Kublai 2 serate stage per socializzare e imparare a orientarsi all’interno di Second Life.

    – Per Luca Comello, bellissime le rappresentazioni di Viaggio nella Complessità a unAcademy, io c’ero! sono emersi dei concetti e riflessioni davvero interessanti (il Leonardo Collettivo ad esempio) con la tua incredibile capacità di rendere accessibili e immediati concetti complessi, come stare seduti assieme a bere una tazza di te o caffè (meglio caffè mi sa per te🙂 ).

    – Per Stefano, sicuramente ballare il tango è affascinantissimo e bello, solo che mi chiedo perchè nessuno si pone più la domanda se sia meglio parlare al telefono o parlare di persona, o guardare una partita sulla pay per view o allo stadio, ecc. forse perchè non percepiamo più la distanza e l’evento come virtuale, ma semplicemente smaterializzato dal nostro tatto (non posso sentire la platea dei tifosi addosso, non posso sfiorare il mio interlocutore al telefono).
    Nessuno nega che l’esperienza spaziale diretta sia la più completa, ma in un mondo globale che offre stimoli, possibilità conoscitivi e informativi enormi, in assenza del teletrasporto, be la spazialità indiretta (preferisco chiamarla così piuttosto che virtuale) ci permette di effettuare esperienze che altrimenti perderemmo. Tutto questo a patto che diventino un’arricchimento della spazialità diretta e non una sottrazione, ma personalmente ormai dobbiamo comprendere che spazialità diretta e indiretta sono entrambe realtà, questo è una discussione che parte dagli antichi filosofi greci e indiani, fino ai concetti nuovi di spazialità dati dalla relatività e dalla geometria multidimensionale.
    Però…vuoi mettere un bel tango con una splendida persona avviluppata sensualmente a te e sentirne il profumo??? su questo non c’è spazialità indiretta che tenga ehhe

  7. be’ di fronte al tango tutto passa in secondo piano. c’è veramente poco che possa resistergli. son tre anni che ci provo e sto iniziando solo ora a vedere la luce. è veramente il massimo🙂

    ma nn mi stupirei per Sl. io nn sono un fan, ma qualsiasi interazione, in Rete, è sempre forte, se i soggetti partecipano. dipende, ma di solito è sempre tutto molto coinvolgente. Sl ancora di più

    io sono entrato per curiosità in Imvu.com, recentemente. sono stato accolto da una daemon che mi ha… portato nella sua stanza e mi ha fatto sedere su – come si chiamano quelle panchine appese, una specie di divano-altalena. devo ammettere che è stato coinvolgente al max

    ma a parte tutto questo, volevo solo dire bellissimo post, Federico. splendido nick, e bellissima la citazione di dr strange🙂

  8. Grazie Alberto. Appena ho iniziato a far volare il mio avatar mi è tornata in mente l’immagine del Dr. Strange…
    Ieri ho passato la mia prima serata in SL: ho la sensazione che sarà sempre più difficile uscirne.

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