Quadriennale contaminata dalla Rete

99 artisti italiani, giovani o mid-career, alla quindicesima Quadriennale d’arte di Roma.

Voglio citarne due, Giuseppe Stampone e Fabrice de Nola, i cui percorsi artistici sono contaminati dalla Rete e dalle tecnologie informatiche.

Stampone mi ha divertito, con la sua installazione Joker è stato qui (sei stato nominato); una serie di autoritratti di famosi artisti, il penultimo Stampone stesso. L’ultimo uno specchio. Il visitatore si avvicina, si contempla e…una risata lo seppellisce, mentre la sua immagina viene proiettata nell’installazione-clone in Second Life.

Stampone ha realizzato questa, come le sue ultime opere, in collaborazione con il network Diomira.

Fabrice de Nola ha presentato Neural Pro, che la brochure della quadriennale descrive come un progetto

in cui, tramite internet, il video, la fotografia e la pittura, [l’artista] cerca di analizzare le relazioni dell’uomo allo sviluppo interdisciplinare delle infotecnologie, delle neuroscienze e dell’ingegneria genetica.

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