L’edicola della scortesia e quella del sorriso

Diciamo che questo è un post, più che di sopravvivenza, di contrattacco civile. Perché, alla fine, bisogna difendersi e rispondere con le armi dell’informazione. Partire anche dalle piccole inciviltà, prima che crescano, si rafforzino, si diffondano e generino episodi gravi come quello di Barbara.

Diciamo che questo è un avviso ai naviganti, ai quei pochi formiani (e possibili turisti) che arrivano a leggere queste righe.

Il fatto. Questa mattina dovevo fare una fila in comune. Mi trovo vicino ad un edicola, in p.zza Mattei. Ora, da quel giornalaio non vado più da tempo, perché conosco la naturale scortesia che lo contraddistingue. Ma, ahimè, per un attimo sospendo il mio proposito, perché avevo fretta e perché mi sono detto “Vabbè, devo solo comprare un giornale, che vuoi che capiti…”.

Chiedo il quotidiano (costo: 1 euro), pago con una banconota da cinque euro (cinque, non dieci o venti o cinquanta), l’edicolante mi chiede se avevo un euro ed io rispondo di no. Allora l’amabile interlocutore con fare molto stizzito comincia a prendere dalla cassa, una per una, monetine da dieci e venti centesimi e me le butta davanti. Io, con molta calma, le raccolgo e gli dico: “Lei è una persona molto, molto speciale”. Al che lui fa finalmente uscire tutta la sua rabbia repressa inveendo contro di me, contro tutti quelli che pagano con cinque euro, continuando nel soliloquio ad alta voce. Soliloquio perché io già gli avevo già voltato le spalle.

Piccolo episodio, lo avevo premesso. Quest’individuo già da me evitato a causa della sua maleducazione, scostumatezza, inciviltà mi ha fregato ancora. Un attimo di disattenzione, ed un’altra mattinata a chiedersi: “ma perché?”

Da domani me ne torno a prendere il giornale nella solita edicola, a Castellone, all’inizio di via Santa Maria La Noce; l’edicola è gestita da una coppia di giovanissimi sposi, che hanno avuto un figlio da poco. Incredibilmente, ogni giorno non solo mi dicono “Buongiorno”, ma mi fanno anche un sorriso, avvertendomi con gentilezza se sono arrivati i giornali che mi interessano.

E non devo preoccuparmi se, per caso, nel portafoglio non ho monete ma solo banconote.

7 thoughts on “L’edicola della scortesia e quella del sorriso

  1. Sono sicuro che ai più può sembrare esagerato aver scritto un post su un episodio come questo, ma quasi ogni giorno mi imbatto nella maleducazione, nell’arroganza, nell’inciviltà, nella cialtroneria. Sono stufo.

  2. Invece io ti capisco benissimo.

    Nel caso specifico, i commercianti sanno benissimo che la quantità di moneta che danno è sempre molto maggiore di quella che ricevono, tant’è che di solito si riforniscono ben bene ogni mattina di quelle “torri” di monetine incartate…

    In generale, in Italia sembra che il motto “il cliente ha sempre ragione” sia sempre rovesciato. Il commerciante, la commessa o il funzionario allo sportello si comportano come se il cliente fosse arrivato lì a disturbarlo, come se fornire il servizio non fosse il loro mestiere, ma un favore che con grande magnanimità hanno elargito finora nonostante avessero cose ben più importanti da fare epperò ora invece basta, non ne possono più di essere importunato così dalla gente!

  3. Io vivo in una cittadina i cui abitanti – miei concittadini – sono naturalmente predisposti alla scortesia. Non so se per ragioni culturali o genetiche. Ormai propendo per la seconda.

    Ora, aggiungi questo alle tue osservazioni, hronir e, cosa più preoccupante, aggiungi anche questa cappa plumbea che da qualche anno ha avvolto questo paese.

    La gente è incattivita. Senza ragione, e questo non solo qui a Formia, ti apostrofa, ti risponde male, dà segni di insofferenza, è scortese, arrogante, maleducata, prevaricatrice. Questo è grave perché si lacera il tessuto sociale e fa da perfetto substrato per razzismi, fascismi, integralismi e molti altri -ismi.

    Le persone più deboli, anziani, immigrati o anche semplicemente persone miti vengono sempre più schiacciati ed umiliati da questo branco distribuito ed eterogeneo di portatori malsani di piccole e grandi inciviltà.

    Io da sempre combatto questa battaglia a forza di sorrisi, di “buongiorno”, di “grazie”, di gentilezze. Ma mi sento sempre più isolato. Tanto che quando incontro un altro sorriso rimango sorpreso e spiazzato, e lo conservo nel ricordo il più possibile.

  4. Fede, ho liquidato la questione con una battuta, ma condivido appieno le tue considerazioni. L’insofferenza, la tendenza a prevaricare e ad essere maleducati imperversano in ogni ambito, oramai.

    Pensa che personalmente ho a che fare con tali situazioni quotidianamente…e non posso nemmeno scrollarmele facendo spallucce perché ne va di mezzo la formazione dei ragazzi, i futuri cittadini.

    Solo che molto spesso è difficle portare avanti la propria azione educativa quando questa va a confliggere con il comportamento e la forma mentis di tanti genitori, i quali “pretendono” che la scuola supplisca alle voragini e ai vuoti sociali sempre più drammatici, senza mai mettere in discussione se stessi.

    Ergo, mio caro…

  5. Non oso neppure pensare quello che ti trovi davanti e proprio per questo (e per molto altro) hai tutta la mia stima ed il mio rispetto. Te l’ho già detto, con persone, cittadini ed insegnanti come te il futuro potrà non essere “zona morta”.

  6. Concordo: bisogna reagire. Bisogna farlo notare. Bisogna diventare sempre di più dei consumatori “etici”. Non mi faccio comprare dall’offerta speciale, con il 5% di sconto su un prezzo maggiorato del 10%!!! Non vado nella pizzeria dove ti guardano male se aspetti la ricevuta fiscale prima di pagare!!!
    Se tutti i consumatori italiani avessero reagito a suo tempo all’aumento ingiustificato dei prezzi (cambio lira-euro), i gentili signori commercianti non ne avrebbero abusato così tanto.
    Io non ho avuto alcun timore di dire al negoziante: queste scarpe sono belle e mi stanno comode ma non le compro perché costano il doppio dell’anno prima, cioé troppo. Purtroppo eravamo troppo pochi a farlo…

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