KublaiCamp: energia sociale al servizio della creatività

kublaicamp

Energia sociale al servizio della creatività (grazie a Walter per l’ispirazione…). Questo, in sintesi, può essere il post-slogan che descrive l’atmosfera percepita ieri al KublaiCamp, l’evento che ha concluso il primo anno del (meta)progetto Kublai.

Per chi non lo sapesse Kublai può essere definito come un ambiente partecipativo della progettazione, una serra  in cui coltivare germogli di progetti creativi affinché possano poi crescere e svilupparsi nel territorio. E’ un’ iniziativa promossa dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico e coordinata da Alberto Cottica, un primus inter pares che con grande passione e competenza interagisce con uno staff ed una comunità di persone brillanti ed entusiaste. Le parole chiave che identificano i valori del progetto sono trasparenza, condivisione, merito umiltà, duro lavoro, onestà intellettuale. E “qui non ci sono soldi” ma una discussione che non rappresenta un prezzo da pagare per accedere ad un premio ma è il premio stesso.

Concretamente, una persona che ha un’ idea per un progetto si iscrive ad un social network creato appositamente, costituisce un gruppo per raccontare il suo progetto e si sottopone al giudizio degli altri membri della comunità, raccogliendo pareri, critiche, suggerimenti e costruendo relazioni ed interazioni. Lo staff di Kublai si occupa del servizio di coaching cioè di supporto sincrono, tramite riunioni in Second Life ed asincrono, tramite interventi, commenti e valutazioni nel gruppo del progetto. Alla fine, su una sessantina di progetti presentati ne sono stati selezionati cinque tra i quali una giuria esterna ha scelto il vincitore.

La sfida – vinta, secondo me – è quella di stimolare la “progettazione dal basso” adottando un modello di sviluppo relazionale; fare leva sulle informazioni, le professionalità, le competenze che circolano in una rete sociale per innescare processi di collaborazione ed auto-organizzazione che aiutino a crescere le idee progettuali e facciano emergere quelle con maggior possibilità di concretizzarsi.

L’utilizzo del Web, di una piattaforma di social networking come Ning, di Second Life ed in generale di tecnologie facilitanti ed economiche come quelle digitali è centrale, permettendo a chiunque di presentare proposte, di sottoporle al giudizio di una platea eterogenea e per questo esigente ed in generale di interagire con una comunità distribuita.

L’invito è stato quello di “produrre progetti che abbiano impatto sul proprio territorio e ne aiutino lo sviluppo” ma io penso che si possa tranquillamente utilizzare per “territorio” un’accezione che prescinda dal significato geografico e si avvicini al concetto di “spazio di interazione”.

Alberto ha parlato di Kublai come uno strumento di apprendimento, come un progetto di ricerca su nuove teorie dell’organizzazione e della progettazione condivisa : per esempio sarebbe interessante dare una cornice teorica al fenomeno della valutazione implicita (od emergente) – tramite il grado di partecipazione degli utenti ad ogni gruppo di progetto – dei progetti da parte della comunità. Un altro elemento che merita una riflessione più approfondita è scoprire come in un ecosistema del genere vengono individuate con facilità competenze e professionalità, spesso di tipo “laterale” cioè non strettamente legate al lavoro che queste persone svolgono nella vita di tutti i giorni.

Per la cronaca, il progetto vincitore è stato CriticalCity, un esperimento sociale che sotto le vesti di un gioco online vuole promuovere il concetto di “agopuntura urbana”, vale a dire di un insieme di micro-interventi sul territorio proposti e realizzati dai cittadini-giocatori.

Un’ultima notazione per lo staff di Kublai che ha organizzato un camp – ospitato nelle suggestive e funzionali Officine Farneto di Roma – in modo impeccabile: direi che si meritano un premio quale miglior progetto (già realizzato)!

7 thoughts on “KublaiCamp: energia sociale al servizio della creatività

  1. La tua lettura di Kublai e del Barcamp è stata (come al solito), impeccabile, lucide ed esaustiva.
    Se proprio devo farti una nota di critica è: potevi metterla una foticina della Officine Farneto!🙂
    Ti ringrazio inoltre per aver citato il mio pensiero (di semplice selvaggio creativo), energia sociale al servizio della creatività, perchè questo è stato davvero il meta-progetto Kublai, una sorta di alchimia magica, in cui uno staff reclutato in parte via internet, in molti senza essersi mai visti prima, ha svolto il 90% del lavoro a distanza, con oltre 50 progetti, quasi mai incontrati sul campo (se non in rare occasioni), con strumenti “poveri” e gratuiti, second life, Ning, Basecamp.
    Non so se fra 10 anni verrà studiato questo progetto sperimentale e pilota quale prodromo di qualcosa nelle organizzazioni e/o ecosistemi sociali, ma forse ci sono segnali deboli di una società che può migliorare.

  2. Federico, vista dal lettore (non mi riferisco solo a questo post, ma al bellissimo allegato del documento di progetto di OnYourWay) la tua mente sembra un luogo luminoso, ordinato e accogliente. Hai i doni gemelli della sintesi e dell’equilibrio. Ti ringrazio molto per averli messi al servizio di questa piccola riflessione collettiva.

    L’energia sociale a Roma era quasi solida, l’abbiamo sentita tutti. Farla crescere e incanalarla – perché non si disperda in frustrazione – sarà la sfida dei prossimi anni. E di te ci sarà bisogno, molto, per vincerla.

  3. Grazie Alberto, soprattutto perché dal di dentro la mia mente appare completamente diversa…:).

    Sì, direi che occorre trasformare l'”energia” sociale in “materia” sociale,cioè qualcosa che abbia massa ed occupi spazio (del territorio, anche nella sua concezione estesa).

  4. Come dire, Federico scrive benissimo, Walter il documento di progetto l’ha scritto da cialtrone🙂 ehheheh Alberto lol
    Oh…io sono un selavaggio!!!! non scordatelo, sono schiavo di flussi di idee, ragiono per visioni…non riesco spesso a codificarle bene, sono un pò dislessico, fortunatamente esiste gente come Federico che razionalizza in maniera sintetica ed elegante i concetti…crea delle melodie…..mentre io accordo gli strumenti🙂 ehehehhe

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