Il numero di Dunbar sopravvive nei social network?

Molti di voi conoscono il numero di Dunbar, ovvero la grandezza massima che può assumere la rete sociale di ogni individuo; questo numero, pari a circa 150, risulta una sorta di costante che resiste ai cambiamenti sociali e culturali che hanno portato l’uomo dai villaggi neolitici alle megalopoli. Sembra che il costo cognitivo associato al mantenimento di questo insieme di relazioni stabili abbia quindi un limite superiore.

La domanda che sorge è ovvia: questo numero rimane invariato anche in un’epoca di social network online?

L’Economist ha chiesto a Cameron Marlow, resident sociologist di Facebook, di verificare quest’ipotesi. Il risultato è che, all’interno del social network, sia pure in presenza di un ampio range di variabilità, ogni utente ha una media di 120 amici, e le donne hanno qualche amicizia in più degli uomini. Sembra dunque ancora confermata la validità del numero di Dunbar.

E’ stato anche rilevato che esiste un core, un nocciolo duro di amici, con i quali si scambiano più spesso commenti ed informazioni: questo nucleo è di circa 7 amici per gli uomini e 10 per le donne, nel caso di un utente medio. Da notare che anche chi ha molti più amici, nell’ordine di 500, possiede un sottoinsieme di “amiconi” non molto più grande, ovvero circa 20, sempre maggiore nei casi di utenti di sesso femminile.

In un commento all’articolo, Jake Young, giovane neuroscienziato, ipotizza che nel caso delle reti online il costo cognitivo associato al mantenimento delle relazioni sia dovuto non tanto alla difficoltà di comunicare con qualcuno – costo quasi azzerato in Internet – quanto dallo sforzo mnemonico di ricordare ogni volta con chi si sta parlando, che lavoro svolge, perché lo conosciamo, quali informazioni ci siamo scambiati nel passato ecc.

11 thoughts on “Il numero di Dunbar sopravvive nei social network?

  1. sono Cinzia.in serata passo per Praga e ho pochissimo tempo per soffermarmi sul tuo blog,che ad una prima occhiata mi sembra piuttosto specialistico e per addetti ai lavori.sono una perfetta rappresentante della cyberborghesia,ovvero una dilettante del web.salgo su un aereo ma non chiedetemi perchè vola.

  2. Vedi? Tu sei riuscita facilmente ad iniziare una conversazione, sia pur frettolosa, con me. Io non avrei potuto farlo.

    Dall’alto Praga è poco più di un puntino, passeggiandoci si scoprono vie, piazze, castelli, parchi che si deciderà se percorrere e visitare.

  3. e invece si che mi hai rintracciato.comunque se vai sulla Community di Libero,clicca su trovamici e cerca Shadia3…anch’io lascio tracce per i posteri

  4. Interessante anche il post di Jake Young, non lo avevo visto.
    Sicuramente è una punto di vista interessante: è difficile però identificare la reale motivazione per cui un utente si relaziona, alla fine di tutto, con un numero ridotto di persone.
    Secondo me sono un mix tra “sforzo mnemonico”, tempo da dedicare, modalità di comunicazione utilizzata.

  5. Ciao enrico. E’ probabile che le cause “miscelate” lo siano in proporzioni diverse a seconda dello scenario: nel mondo online lo sforzo mnemonico ed il tempo da dedicare superano le difficoltà di comunicazione (che sono quasi nulle).

  6. E secondo te le relazioni create non potrebbe dipendere anche dal dispositivo utilizzato?

    Il telefonino per esempio è uno strumento che gli utenti percepiscono molto più “privato” rispetto ad un pc ed è un collegamento più diretto con le persone rispetto alle modalità di comunicazione presenti sul web.
    .. questa è una ulteriore variabile da tener conto: dal telefonino il numero di contatti e relazioni che si tengono sono sicuramente minori rispetto a quelle che si creano con strumenti web.

  7. Mica detto…secondo me le relazioni tramite telefonino sono sempre nell’ordine di quelle verificate nei social network, almeno per quel che riguarda il core, il nocciolo duro (intorno ad una decina): magari sono diverse da quelle del social, questo sì

  8. Articolo interessante, è un argomento che volevo trattare io, google mi ha salvato dal creare ridondanza.

    Una cosa che non viene presa in considerazione è che ci sono persone che incrementano volontariamente il numero dei contatti aldilà delle proprie conoscenze “reali”.
    Di solito sono persone che in qualche modo hanno bisogno di visibilità, per esempio per organizzare eventi o pubblicizzare il proprio blog.
    queste persone possono arrivare a superare i 1000 contatti ma continuano a mantenere un sottografo di contatti “reali” che continua a verificare la teoria di Dunbar.

  9. Many thanks for writing “Il numero di Dunbar sopravvive nei social network?
    Moto browniano. La verità, vi prego, sul Web 2.
    0”. I personallymay absolutely end up being returning for even more reading through
    and writing comments in the near future. Thank you, Brent

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