Un terremoto prevedibile?

Prevedere i terremoti non è ancora possibile. Ci sono molte linee di ricerca, una delle quali è la rilevazione della concentrazione di radon che il ricercatore tecnico dell’INFN Gioacchino Giuliani persegue (non è il solo, si legga qui per esempio.).

Ma ci andrei molto, ma molto cauto su questo tipo di previsioni. Nel mondo ci sono centinaia di scienziati, ricercatori e gente comune (per non parlare di sensitivi)  che sostiene di avere un metodo per prevedere terremoti. Ogni giorno è previsto un terremoto da qualche parte: 99 volte su cento non si verifica e la cosa cade nell’oblio. L’unica previsione azzeccata fa scalpore, ma non è affatto detto che sia dovuta alla bontà del metodo utilizzato.

Perché una teoria scientifica sia valida deve essere verificata da altri scienziati e fornire previsioni attendibili: sempre (o quasi), non una sola volta.

Ho letto che Giuliani asserisce che il suo metodo prevede un evento da 6 a 24 ore prima: ma le sue segnalazioni si sono susseguite per mesi, senza dare mai una data precisa.

A l’Aquila erano settimane che persisteva uno sciame sismico e forse anch’io sarei stato buon profeta nel prevedere un prossimo terremoto…

Non dico che il metodo Giuliani non possa avere qualche fondamento scientifico – anche se il parlare di legami con gli allineamenti con la Luna (può essere) e Venere (molto meno) mi lascia perplesso – ma occorre sempre molta cautela da parte di tutti nei giudizi, come sempre in Italia condizionati dall’emotività del momento.

update: Marco Cattaneo argomenta meglio di me…

update II: un contributo da Scientific American

10 thoughts on “Un terremoto prevedibile?

  1. La scienza è inesatta per definizione, ci mancherebbe, per questo la cautela più che legittima andava quanto meno accompagnata da un altrettanto legittimo dubbio. Quello che mi fa rabbia è di doversi sentire apostrofati per “imbecilli” da chi dimostra di ignorare il metodo scientifico. D’altra parte, mettendosi nei panni del Giuliani (non sono fisico, né geologo) cosa avrebbe potuto fare o dire, se nei suoi calcoli/osservazioni la cosa sembrava altamente probabile? Sono quelle situazioni molto al limite, per questo arrivare alle denunce mi pare oltremodo esagerato.

  2. Io sono solidale a Giuliani. Non va trattato come “imbecille” e denunciato uno studioso che cerca di capire come avvisare la popolazione di un possibile disastro.

    Credo che la possibilità di scoprire in anticipo l’avvicinarsi di un terremoto sia una tecnologia ancora agli albori e che debba fare ancora molta molta strada. Tuttavia, fossi stato al posto di Bertolaso, avrei forse cercato di confrontami con Giuliani per capire le sue ragioni, aumentando contemporaneamente e con discrezione il livello di sorveglianza della zona e mettendo in preallarme non la popolazione, ma gli uomini della protezione civile.

    Siamo una terra sismica, è incredibile che ogni volta che arriva un terremoto ci venga descritta come la sciagura più improbabile del mondo.

  3. Anche in questo evento siamo alle solite, un’Italia egemonizzata dall’omertà e dalla censura nei confronti di persone portatrici di verità(Il Giuliani) o comunque di riferimenti oggettivi(i precursori sismici) che rovinano in un certo senso l’immagine ed il protocollo di un paese che vive di spot e di “politically correct” , in un contesto di false sicurezze. Alla luce delle tracce lasciate dal gas Radon comunque il Giuliani aveva individuato l’area del sisma in Abruzzo. Se solo a seguito delle sue indicazioni e pre- allarmi, gli abruzzesi da Sulmona a Onna,almeno in un raggio di soli 50 km, avessero pernottato nelle rispettive autovetture almeno per una notte , adesso conteremmo meno vittime. E qui tutte le istituzioni sono latenti , per avere previsto il nulla e non avere preallarmato la popolazione. Del resto il Giuliani come è stato erroneamente affermato non è un venditore di fumo che aveva previsto un evento sismico a Genova , a Canicattì, o nel Gargano, ma aveva parlato di Sulmona , indicando, anche se con ritardo ( e con un inopportuno avviso di garanzia per procurato allarme sul groppone) , un’ area ben precisa . Quindi cominciamo a lavorare seriamente sulle misure di prevenzione dei terremoti (che a quanto pare esistono) e nel rafforzare le strutture anti-sismiche delle abitazioni, perchè non si può continuare a vivere di false sicurezze ed illusioni.

  4. Il tecnico dell’INFN credo abbia fatto ciò che ci si aspetterebbe da uno scienziato. Il punto infatti, secondo me, non è credergli per atto di fede, ma forse ascoltare, integrare le informazioni. Inoltre, secondo me, c’è differenza tra sostenere che i sismi non siano ancora prevedibili con accurata certezza e sostenere che non siano indefinitamente prevedibili. Va bene Socrate… so’ di non sapere… ma si potrebbe forse fare qualche cosa per sapere di più?

  5. Dispiace che la scienza, qui in Italia, assurga agli onori della cronaca sempre nel modo sbagliato.

    La scienza non è un chiacchericcio in cui al primo che passa che afferma “Ho risolto questo problema” gli viene assegnato il Nobel in real-time.

    “Senza contare che, una verità scientifica, non è mai tale per il solo convincimento di chi la propugna. “.

    Vedo nascere un caso Di Bella virato sulla geologia.

    Ci provo, ma già nel post lo avevo accennato ma sembra inutilmente…

    1) Allo stato attuale non è possibile prevedere i terremoti (come si fa, per esempio, con un discreto grado di affidabilità, con le eruzioni vulcaniche su vulcani molto ben monitorati): per fare questo basta documentarsi da fonti attendibili (università, istituti di ricerca, riviste scientifiche serie).
    2) Cosa significa prevedere i terremoti? Significa indicare una data (con un margine al massimo di due giorni) ed un luogo, anch’esso preciso. Senza queste due condizioni è tutto inutile: se si fanno evacuare migliaia di persone e non si verifica il terremoto, oltre alla valanga di polemiche, la seconda volta la metà della gente non risponde agli inviti, la terza nessuno. Questo è stato verificato nel caso di eruzioni vulcaniche.
    3) Giuliani, che non è un geologo ma un tecnico (e non è un dettaglio, perché le professionalità non lo sono), sono mesi che segnala un pericolo generico (che di fronte all’evidenza di uno sciame sismico persistente è piuttosto facile dedurre) e non ha, ripeto, non ha previsto la scossa delle 3.32 del 6 aprile.
    4) Il suo metodo ricalca altre esperienze che si basano sulla concentrazione di radon (vi prego di documentarvi, è semplice): può avere una sua validità e può non averla. Deve essere sottoposto alla verifica rigorosa della comunità scientifica, delle sperimentazioni di altri team di ricerca indipendenti e deve fornire predizioni attendibili.

    L’iter che le teorie scientifiche devono affrontare non è una inutile lungaggine burocratica, fa parte integrante del metodo scientifico per impedire, appunto, che qualcuno si alzi una mattina e dica di aver scoperto la cura per il cancro con tutte le già note conseguenze.

    Gli scienziati ed i ricercatori in tutto il mondo stanno da decenni cercando di trovare un sistema per prevedere i terremoti ma, evidentemente, non è affatto semplice: la struttura profonda della Terra e le sue dinamiche sono ancora scarsamente conosciute perché paradossalmente, è più facile studiare lo spazio che quello che sta sotto i nostri piedi.

    Lascio questo commento con la preghiera, per tutti, di esercitare il proprio spirito critico, di valutare i fatti, di documentarsi (non bastano i primi due risultati di una ricerca su Google) e di non lasciarsi sedurre dal lato oscuro della Rete…

  6. Personalmente pur essendo laureato in Geologia, non sono sufficientemente competente per accreditare/screditare teorie che riguardano la Sismologia, o anche su fenomeni precursori come le variazioni di concentrazione di gas Radon. Mi, chiedo tuttavia, esercitando un legittimo dubbio, se le osservazioni (non le conclusioni) di questo signore, siano state prese criticamente in oggetto dalla comunità scientifica, per l’appunto da diversi mesi.

  7. l’importante è che non si screditino decenni di ricerca seria a favore di teorie che al momento, purtroppo, non hanno ancora dato frutti.

    forse, un giorno, queste teorie qualche risultato lo daranno. infatti, a quanto pare, il radon è noto e studiato da decenni (cfr. post di Marco Cattaneo), quindi dubito che ci sia qualcuno che faccia ostruzionismo su questo fronte.

    Trovo invece inaccettabile il considerare vere teorie che non sono state dimostrate scientificamente, solo per il fatto che non è possibile dimostrarne l’assurdità (o dovremmo tutti credere alla magia: nessuno è in grado di dimostrare che non esiste…)

  8. Mi auguro che sia in questione la Scienza e che venga applicato il metodo scientifico. A quel punto del resto non mi preoccuperei.

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