Trasferimento blog

23 agosto 2009

Il blog si trasferisce nel nuovo ego-dominio: se avete voglia di continuare le nostre discussioni ci si vede di là.

Il feed RSS dovrebbe essere inalterato; se riscontrate problemi fatemelo sapere.

To report

7 luglio 2009

toreport_logo

E se parlassi una volta tanto di un progetto che mi vede coinvolto?

Per esempio di To report, che da oggi ha il suo bravo blog online?

THE LAB

14 marzo 2009

post pubblicato su Kublai

Il morphing sociale, economico e politico che riplasmerà il mondo è partito e avanza sempre più velocemente.

Qui il link a THE LAB, un’innovativa struttura inglese dedicata alla riprogettazione radicale, collaborativa e distribuita di tutto ciò che è “pubblico servizio”. Creata dal NESTA (National Endowment for Science, Technology, and the Arts) THE LAB:

is not a physical space or an institution – it’s a series of practical projects, informed by research and delivered in partnership with those that run and use our public services. It shares lessons about what works – and what doesn’t – and creates opportunities for people to solve these together. It provides the freedom, flexible capital and expertise to undertake radical experiments. It tests out new ways of finding and spreading the best ideas – this might be by running a challenge prize, building a social ventures incubator, or creating powerful new teams of users, front-line staff and decision-makers.

By bringing together experience and ingenuity from across the public, private and third sectors, and drawing on the insights of citizens and consumers, the Lab plays a vital role in making public services fit for the 21st century.

[via Putting people first]

ps per chi vuole c’è la versione in gallese(!) di THE LAB

kublaicamp

Energia sociale al servizio della creatività (grazie a Walter per l’ispirazione…). Questo, in sintesi, può essere il post-slogan che descrive l’atmosfera percepita ieri al KublaiCamp, l’evento che ha concluso il primo anno del (meta)progetto Kublai.

Per chi non lo sapesse Kublai può essere definito come un ambiente partecipativo della progettazione, una serra  in cui coltivare germogli di progetti creativi affinché possano poi crescere e svilupparsi nel territorio. E’ un’ iniziativa promossa dal Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico e coordinata da Alberto Cottica, un primus inter pares che con grande passione e competenza interagisce con uno staff ed una comunità di persone brillanti ed entusiaste. Le parole chiave che identificano i valori del progetto sono trasparenza, condivisione, merito umiltà, duro lavoro, onestà intellettuale. E “qui non ci sono soldi” ma una discussione che non rappresenta un prezzo da pagare per accedere ad un premio ma è il premio stesso.

Concretamente, una persona che ha un’ idea per un progetto si iscrive ad un social network creato appositamente, costituisce un gruppo per raccontare il suo progetto e si sottopone al giudizio degli altri membri della comunità, raccogliendo pareri, critiche, suggerimenti e costruendo relazioni ed interazioni. Lo staff di Kublai si occupa del servizio di coaching cioè di supporto sincrono, tramite riunioni in Second Life ed asincrono, tramite interventi, commenti e valutazioni nel gruppo del progetto. Alla fine, su una sessantina di progetti presentati ne sono stati selezionati cinque tra i quali una giuria esterna ha scelto il vincitore.

La sfida – vinta, secondo me – è quella di stimolare la “progettazione dal basso” adottando un modello di sviluppo relazionale; fare leva sulle informazioni, le professionalità, le competenze che circolano in una rete sociale per innescare processi di collaborazione ed auto-organizzazione che aiutino a crescere le idee progettuali e facciano emergere quelle con maggior possibilità di concretizzarsi.

L’utilizzo del Web, di una piattaforma di social networking come Ning, di Second Life ed in generale di tecnologie facilitanti ed economiche come quelle digitali è centrale, permettendo a chiunque di presentare proposte, di sottoporle al giudizio di una platea eterogenea e per questo esigente ed in generale di interagire con una comunità distribuita.

L’invito è stato quello di “produrre progetti che abbiano impatto sul proprio territorio e ne aiutino lo sviluppo” ma io penso che si possa tranquillamente utilizzare per “territorio” un’accezione che prescinda dal significato geografico e si avvicini al concetto di “spazio di interazione”.

Alberto ha parlato di Kublai come uno strumento di apprendimento, come un progetto di ricerca su nuove teorie dell’organizzazione e della progettazione condivisa : per esempio sarebbe interessante dare una cornice teorica al fenomeno della valutazione implicita (od emergente) – tramite il grado di partecipazione degli utenti ad ogni gruppo di progetto – dei progetti da parte della comunità. Un altro elemento che merita una riflessione più approfondita è scoprire come in un ecosistema del genere vengono individuate con facilità competenze e professionalità, spesso di tipo “laterale” cioè non strettamente legate al lavoro che queste persone svolgono nella vita di tutti i giorni.

Per la cronaca, il progetto vincitore è stato CriticalCity, un esperimento sociale che sotto le vesti di un gioco online vuole promuovere il concetto di “agopuntura urbana”, vale a dire di un insieme di micro-interventi sul territorio proposti e realizzati dai cittadini-giocatori.

Un’ultima notazione per lo staff di Kublai che ha organizzato un camp – ospitato nelle suggestive e funzionali Officine Farneto di Roma – in modo impeccabile: direi che si meritano un premio quale miglior progetto (già realizzato)!

Conversare con Microsoft

6 novembre 2008

Invitato da Vincos, martedì sera ho partecipato ad un incontro informale tra alcuni blogger romani e Stephen Elop, presidente della Microsoft Business Division. La chiaccherata ha riguardato le ultime mosse della Microsoft, dall’annuncio di Azure, la nuova piattaforma di servizi per il cloud computing a quello del Windows (7) prossimo venturo passando per la nuova versione web-based di Office e le strategie per il green computing.

Al di là dei contenuti, comunque interessanti, quello che mi ha colpito è stata la proprio la possibilità, per noi comuni mortali, di conversare amabilmente con un “pezzo grosso” – e con dirigenti italiani- di una delle più grandi corporation mondiali. Cosa che, obbiettivamente, fino a non molto tempo fa sarebbe stata impossibile.

Mi sono persino permesso di stuzzicare Elop chiedendogli se fosse corretta la sensazione che vede la Microsoft, negli ultimi anni, perseguire una strategia da “follower” piuttosto che agire, come agli inizi, da forza trainante dell’innovazione tecnologica. Lo so, per uno come me, ingegnere informatico che cerca lavoro  è stata una mossa geniale cercare di inimicarsi Microsoft…

A parte gli scherzi, la risposta di Elop e soprattutto la successiva lunga discussione con  Pier Paolo Boccadamo, Direttore della Strategia di Piattaforma di Microsoft Italia, mi ha permesso di comprendere anche il punto di vista, le strategie e le necessità di un azienda che, non a caso, viene denominata il colosso di Richmond.

In breve quello che interessa Microsoft non è tanto entrare per primi in un mercato – per esempio quello del cloud computing – ma fornire sempre agli sviluppatori, alle aziende ed agli utenti prodotti di qualità, piattaforme complete, stabili e facilmente scalabili, semplicità d’utilizzo e un ampio ventaglio di scelte.

Parlare a tutto campo con  Pier Paolo è stata, lo ripeto, un’esperienza interessante. Non sono un fan accanito di Microsoft, né un integralista dell’open source, quindi continuerò ad usare Firefox ed Apache insieme a Windows… Però sperimentare con mano – anzi, a voce – il “mercato come conversazione” mi ha convinto ancor di più dei vantaggi che anche le grandi aziende possono avere da un dialogo diretto e franco con i propri clienti, effettivi e potenziali.

L’invito che mi sento di fare a Pier Paolo, vista la sua passione, competenza e cultura, anche al di fuori dell’ambito strettamente professionale, è: perché non aprire un tuo blog, per condividere i temi della nostra discussione con gli altri cittadini della Rete? Credo che la società per cui lavora avrebbe tutto da guadagnare…

update: vedo che non solo il solo a credere che Pier Paolo debba aprire un blog

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